01.01.2026
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Influenza K, il nuovo sintomo: non solo febbre alta, tosse e raffreddore. L’allarme dei medici: «Colpita anche la pancia»


Nel Regno Unito l’hanno ribattezzata “flu-nami”, dalla fusione delle parole “flu” (influenza) e “tsunami”. Quest’anno l’influenza K è particolarmente aggressiva a causa del mix fra variante K e virus H1N1, che ha portato a un boom di ricoveri in Italia.  Ancora in crescita la curva delle infezioni respiratorie acute, causate da diversi virus respiratori, tra i quali quello dell’influenza, con circa 950mila nuovi casi registrati nella settimana dal 15 al 21 dicembre, come indicano i dati più recenti del rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sulla sorveglianza dei virus respiratori

I sintomi

I sintomi tipici della variante K sono tre: un esordio brusco; una febbre improvvisa che supera i 38 gradi; la presenza contemporanea di almeno un sintomo respiratorio (raffreddore, tosse o naso che cola) insieme a un sintomo sistemico (dolori muscolari, dolori articolari e forte senso di spossatezza).

Il sintomo extra

Ma oltre alla classica febbre a 38, 38 e mezzo c’è un sintomo che riguarda la pancia con nausea, vomito e diarrea. In genere, i sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea non fanno parte del quadro tipico dell’influenza, che resta una malattia prevalentemente respiratoria. Possono tuttavia comparire in un alcuni pazienti, in particolare nei bambini o in caso di coinfezioni virali.

Tuttavia, nel corso della stagione influenzale 2025-2026, alcuni medici italiani hanno segnalato un coinvolgimento più frequente del tratto gastro-intestinale nei casi osservati. In un video diffuso sui social, l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha richiamato l’attenzione su questo aspetto, spiegando che: “L’influenza di quest’anno si presenta con la classica febbre intorno ai 38–38,5 °C, ma colpisce spesso anche la pancia, con nausea, vomito e diarrea. È un elemento che stiamo osservando con maggiore frequenza nei casi seguiti in ambito ospedaliero, in una fase in cui il numero di infezioni influenzali è in aumento”.

Quanto dura l’influenza e cosa fare

La durata dell’influenza stagionale può variare da persona a persona, anche se nella maggior parte dei casi l’infezione ha un decorso limitato nel tempo. I sintomi compaiono in genere dopo un breve periodo di incubazione (circa 2 giorni) e inizialmente tendono a essere più intensi, per poi attenuarsi gradualmente. Secondo le indicazioni riportate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la fase acuta dell’infezione si risolve generalmente entro una settimana, anche se tosse, stanchezza e senso di spossatezza possono persistere più a lungo..

Il ritorno della febbre

Un elemento caratteristico di questa influenza è la comparsa di un secondo picco febbrile: dopo una prima fase acuta, la febbre può diminuire temporaneamente per poi risalire dopo due o tre giorni. Gli esperti ricordano l’importanza di semplici precauzioni: lavarsi spesso le mani, arieggiare i locali e coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, soprattutto in vista delle feste e degli incontri sociali.

Quando ci sarà il picco

 «I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane, in cui ci aspetta una circolazione sostenuta dei virus respiratori come atteso per il periodo — commenta Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss -. Purtroppo, come segnalato da alcune Regioni, anche quest’anno all’aumento del numero di casi corrisponde un aumento nel numero di accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni soprattutto per le persone più anziane». 


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