Un’importante innovazione nel campo delle neurotecnologie e dell’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente l’approccio terapeutico al Morbo di Parkinson.
La ricerca e la tecnologia
Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, 40 persone affette da Parkinson sono riuscite a camminare di nuovo senza difficoltà grazie a un chip impiantato nel cervello, abbinato a sistemi avanzati di Ai. La ricerca è stata condotta dal Politecnico di Losanna e dall’Ospedale Universitario di Losanna, con la guida dei ricercatori Jocelyne Bloch ed Eduardo Moraud.
Analizzando i dati cerebrali raccolti da 40 pazienti, il team ha sviluppato modelli di intelligenza artificiale capaci di decodificare l’attività del cervello e interpretare i movimenti che il paziente desidera compiere. Questi segnali servono a regolare in tempo reale la stimolazione elettrica: così, gli elettrodi impiantati si adattano rapidamente mentre la persona cammina.
Oltre la Deep Brain Stimulation tradizionale
Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto alle tecniche classiche. Da oltre 30 anni viene utilizzata la Deep Brain Stimulation (DBS) per alleviare sintomi come rigidità e tremore legati al Parkinson. Tuttavia, la DBS tradizionale non ha mai garantito miglioramenti significativi sulla deambulazione, perché invia impulsi elettrici continui e invariabili, non adattati alle esigenze dinamiche del paziente in movimento.
L’integrazione tra chip cerebrale e intelligenza artificiale rappresenta dunque un punto di svolta nella gestione della malattia. «La personalizzazione della stimolazione apre nuove prospettive per migliorare la qualità di vita dei pazienti», affermano gli autori dello studio.
Questo approccio, basato sull’adattamento istantaneo degli impulsi cerebrali, potrebbe rivoluzionare le terapie per il Parkinson e altre patologie neurologiche in futuro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this