L’incontro di questa mattina con i sindacati servirà a mettere a punto gli ultimi dettagli. Il governo è al lavoro per portare nel Consiglio dei ministri previsto per il pomeriggio strumenti straordinari per tutelare i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. Un passaggio chiave dopo il fermo dell’area a caldo dell’impianto siderurgico tarantino confermato lo scorso 11 settembre dalla Corte d’appello di Milano. Il pacchetto di misure su cui si ragiona va dalla cassa integrazione a incentivi per le uscite volontarie a soluzioni per favorire il pensionamento dei lavoratori più vicini all’età per andare a riposo e che hanno svolto lavori usuranti. Sullo sfondo ci sono i licenziamenti che le imprese dell’indotto hanno già annunciato e che, è il ragionamento nelle stanze della politica, non possono essere fermati per decreto. Occorre quindi trovare soluzioni, dosando bene le risorse finanziarie a disposizione.
Dal canto suo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha assicurato che il governo sta facendo del proprio meglio su quello che è il dossier su cui «stiamo spendendo il maggior numero di ore», ma che «lavoriamo con decisioni che non dipendono da noi».
I TEMPI
La cassa dovrebbe assicurare la copertura del personale Acciaierie d’Italia come è chiamata ora l’ex Ilva, almeno fino a quando l’azienda non passerà ad un nuovo investitore privato, una volta conclusa la gara per la vendita. Alla vigilia del confronto con i rappresentanti dei lavoratori convocato a Palazzo Chigi, intanto, è trapelata la notizia che l’offerta della cordata composta dalle imprese dell’acciaio italiane potrebbe arrivare entro le prime settimane di ottobre. Dall’offerta deriva anche il futuro ruolo del pubblico. Secondo fonti vicine ai commissari dell’ex Ilva, «finché non si palesano le offerte non si potrà parlare di partecipazione dello Stato».
La scadenza per presentare offerte resta al momento il 15 ottobre prossimo. Non è tuttavia escluso che ci possa essere una proroga, rinviando quindi l’ingresso dei nuovi proprietari all’inizio del prossimo anno.
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