La Terra vista dallo spazio, per capire come cambia il clima e che cosa sta accadendo alla vegetazione, agli oceani e all’atmosfera. È la missione dei due satelliti europei Flex e Sentinel-3C, partiti con successo nella notte tra il 14 e il 15 settembre dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, a bordo del razzo Vega-C. Il lancio, denominato Vv30, è avvenuto alle 22.21 ora locale, le 3.21 in Italia, e si è concluso dopo 116 minuti con il rilascio dei due satelliti nell’orbita prevista. Dietro la missione c’è una filiera industriale europea nella quale l’Italia ha un ruolo di primo piano. Il vettore Vega-C è realizzato e operato da Avio, mentre Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, è il contraente principale per entrambi i satelliti. E Leonardo, con una tecnologia sviluppata in Italia, ha realizzato lo strumento scientifico più importante di Flex, quello che dovrà misurare dallo spazio un segnale quasi invisibile prodotto dalle piante durante la fotosintesi.
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Il ruolo di Avio nel lancio
Per Avio il successo di Vv30 è un passaggio importante perché rappresenta il secondo lancio di Vega-C operato direttamente dal gruppo italiano. Il vettore, alto 35 metri e con un peso di circa 210 tonnellate sulla rampa, è stato progettato per garantire all’Europa un accesso autonomo allo spazio e può portare in orbita satelliti scientifici e di osservazione della Terra. Vega-C utilizza tre stadi a propellente solido e un quarto stadio a propellente liquido, che consente di effettuare rilasci precisi dei satelliti nelle orbite richieste. In questo caso il razzo ha portato insieme due missioni diverse, ma strettamente legate alla conoscenza del pianeta.
Per Avio, che ha in Vega-C il proprio principale programma di lancio, è anche una conferma della capacità di operare missioni istituzionali europee dopo la ripresa dei voli del vettore. Il programma è guidato dall’Agenzia spaziale europea, con Avio nel ruolo di prime contractor e responsabile della progettazione del lanciatore.
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La missione di Sentinel-3C e Flex
I due satelliti hanno compiti diversi. Sentinel-3C è il terzo elemento della missione Sentinel-3 del programma europeo Copernicus, dedicato all’osservazione sistematica della Terra. Misurerà oceani, terre emerse, ghiacci e atmosfera, fornendo dati utilizzabili per il monitoraggio climatico, le previsioni meteorologiche, la protezione ambientale e la gestione delle emergenze. La sua attività si inserisce in una rete europea già operativa e sarà gestita congiuntamente da Esa ed Eumetsat. Flex, invece, guarda soprattutto alle piante. Il satellite dell’Esa è progettato per rilevare la fluorescenza emessa dalla vegetazione durante la fotosintesi: un segnale estremamente debole e invisibile all’occhio umano, ma che contiene informazioni sullo stato di salute delle piante e sulla loro attività fotosintetica. Capire dove e quanto le piante stanno fotosintetizzando permette di studiare meglio il ciclo del carbonio e dell’acqua e di valutare gli effetti dello stress ambientale sulla vegetazione. Flex opererà a circa 814 chilometri di quota e volerà in tandem con uno dei satelliti Sentinel-3.
È proprio dentro Flex che si vede con particolare chiarezza il contributo italiano. Thales Alenia Space è il prime contractor del satellite e ha guidato lo sviluppo della piattaforma, l’integrazione e le attività di test. Il lavoro ha coinvolto diversi siti europei dell’azienda, mentre in Italia sono state realizzate componenti del computer di bordo a Gorgonzola e L’Aquila. Ma il cuore scientifico della missione è Floris, il Fluorescence Imaging Spectrometer realizzato da Leonardo.
Lo strumento è stato sviluppato a Firenze e successivamente trasferito negli stabilimenti Thales Alenia Space di Cannes, dove è stato integrato sulla piattaforma del satellite. È un passaggio che racconta bene come funziona oggi la grande industria spaziale europea: competenze distribuite tra diversi Paesi e siti industriali, che alla fine devono funzionare come un unico sistema. A Cannes, dove i satelliti sono stati preparati prima della partenza per la Guyana francese, Flex e Sentinel-3C erano stati presentati nelle cleanroom durante le fasi finali della loro preparazione. Dopo i test, sono stati trasportati via mare da Nizza verso Kourou per la campagna di lancio.
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Lo studio dei cambiamenti climatici
Il valore della missione sta anche nella possibilità di combinare i dati dei due satelliti. Flex osserverà direttamente la fluorescenza della vegetazione, mentre Sentinel-3 fornirà informazioni complementari sull’ambiente nel quale le piante vivono, attraverso i suoi strumenti ottici e termici. L’incrocio delle misurazioni consentirà di migliorare la precisione dei dati, aumentare la copertura temporale e interpretare la fluorescenza tenendo conto delle condizioni ambientali. È un esempio concreto di come l’osservazione della Terra stia diventando uno strumento sempre più sofisticato per leggere i cambiamenti del pianeta.
Per Thales Alenia Space, joint venture partecipata al 67% da Thales e al 33% da Leonardo, la missione conferma il ruolo di prime contractor nei grandi programmi europei di osservazione della Terra. Per Leonardo significa invece portare nello spazio una tecnologia ottica destinata a misurare un fenomeno che fino a pochi anni fa non era osservabile con questa precisione su scala globale. E per Avio il successo di Vega-C aggiunge un altro tassello alla capacità europea di mettere in orbita i propri satelliti con un vettore del continente.
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