29.10.2026
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Sports

«Il merito dei rigori è dei miei compagni, Carnesecchi il più forte. Devo ancora meritarmi questa maglia»


Tornare a blindare la porta dopo settimane complicate e confermare la gara da protagonista di Bologna. Ivan Provedel ha presentato la sfida con l’Atalanta ai microfoni del Match Program biancoceleste. «La vittoria di mercoledì ci permetterà di sopperire alla stanchezza dell’impegno ravvicinato e regalerà estusiasmo», ha ammesso il numero 94, che ad ottobre si regalò un clean sheet nel prezioso 0-0 della New Balance Arena. A livello personale, il rigore parato a Ferguson in coppa Italia segna un’inversione di tendenza.«Ho sempre lavorato per cercare di pararli, ma purtroppo per un lungo periodo non ci sono riuscito. A Bologna ne ho respinto uno, ma il merito è stato dei miei compagni, che hanno segnato i loro rigori calciandoli perfettamente.

L’arbitro Chiffi mi ha ricordato di mantenere entrambi i piedi sulla linea per evitare ripetizioni», ha rivelato il numero 94 di Sarri, letteralmente rigenerato dall’allenatore. «Il mister è sempre stato molto determinato e affamato. Forse non aver allenato per un po’ di tempo gli ha dato ancora più voglia di prima: riesce a trasmetterci la sua passione, sempre», ha evidenziato l’ex Spezia, prima di soffermarsi sugli innesti della finestra invernale. «I nuovi arrivati sono prospetti importanti, ma sono giovani e vanno aspettati con pazienza. Edoardo Motta è un portiere già bravo, lavorando bene può avere una grande carriera: ha talento ed è un ragazzo serio».

LA PARTITA – L’avversario del sabato di San Valentino è di quelli tosti, e il rivale a distanza è un vecchio oggetto dei desideri di Sarri. «L’Atalanta è una squadra fortissima che sta attraversando un periodo di grande forma. Sarà una partita diversa dall’andata di coppa Italia del prossimo 4 marzo. Carnesecchi lo conosco bene dalla Serie B, a mio avviso è uno dei portieri più forti d’Europa, l’ho sempre ammirato per l’interpretazione del ruolo.

Proverò a rubargli qualcosa», ha confessato il classe ’94. Nessun confronto con l’Ivan del passato. «Nel 2023 ero un altro Provedel, ora spero di crescere ancora per dimostrare di meritare la Lazio. Sono contento di essere qui, non guardo troppo lontano e penso solo a dare il massimo in ogni allenamento e partita». Il futuro è adesso.


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