28.10.2026
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«Ho accettato di venire alla Fiorentina quando aveva ancora sei punti. Questa squadra non vale la B»


Fabio Paratici è tornato in Italia, nelle vesti di nuovo direttore sportivo della Fiorentina. L’ex dirigente della Juventus ha deciso di accettare la proposta della famiglia Commisso, con l’obiettivo di riportare la squadra ad un importante livello sportivo, in Serie A così come in Europa. Durante questa stagione però, il percorso in campionato è stato particolarmente negativo, con la squadra che ha faticato ad ottenere risultati, rimanendo costantemente incastrata nella zona retrocessione. La società però, durante la scorsa estate ha investito molto sul mercato, a dimostrazione di come l’idea sia sempre stata quella di alzare il livello della rosa. Paratici ha firmato un contratto di quattro anni e mezzo, proprio perché crede profondamente nella rinascita della Viola.

La presentazione di Fabio Paratici

Fabio Paratici ha iniziato la conferenza stampa di presentazione spiegando le motivazioni che lo hanno portato a scegliere la Fiorentina: «Ho deciso il 15 dicembre, con la Fiorentina che aveva sei punti. Poteva sembrare una scelta da incosciente ma invece è stata coraggiosa. Perché ho valutato le varie motivazioni per cui l’ho fatta». Il direttore sportivo ha firmato un contratto fino alla fine della stagione 2030. «Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare il presidente Rocco Commisso e Alessandro Ferrari che sono le persone che mi hanno scelto. Un saluto anche a Joseph e Catherine. Ringrazio anche il Tottenham che mi ha dato l’opportunità di vivere 5 anni meravigliosi in Premier League, aspettandomi anche in momenti difficili. La Fiorentina mi sta regalando una grande opportunità».

Ha poi aggiunto che: «Ho pensato che la Fiorentina ha una grande e seria proprietà. Ha infrastrutture di livello unico nel mondo e un team di persone con cui mi sono sentito in simbiosi. La città ha un brand internazionale e so quanto contino queste cose essendo stato in Premier. E’ un grande ‘challenge’ nella mia vita lavorativa. Firenze e la Fiorentina meritano altri tipi di livelli, rispetto a quelli attuali. Adesso dobbiamo affrontare la realtà e accettare che per i prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato, soffrire e salvarci.

Tutto l’ambiente deve capire che da oggi al 24 maggio si deve stare ben concentrati e cattivi per uscire da questa situazione»

Ha poi voluto affrontare il tema squalifica, che lo ha tenuto lontano dal calcio per diversi mesi: «Dopo i 30 mesi di squalifica ora sono una persona migliore, più strutturata, certe vicende ti costringono a fare battaglie, riflessioni e analisi che magari non avresti fatto mai. Come ho già detto qualche mese fa, al rientro dalla squalifica, nessuno di noi alla Juventus è stato condannato per valori artificiali ma per un principio contabile e di bilancio mai utilizzato prima. Né prima né dopo sono stati commessi errori e leggerezze, mi sono vergognato di dovermi difendere. Perché se senti di non aver commesso nulla ti sembra quasi di vergognarti a difendersi. E’ stato un percorso difficile, complicato che comunque mi ha reso una persona migliore»’.

Paratici ha concluso il suo intervento parlando dei prossimi obiettivi della squadra, impegnata attuamente nella lotta salvezza: «Volevo tornare a competere nel calcio italiano, che è molto difficile, farlo con un club importante come la Fiorentina mi ha dato grandi motivazioni, la priorità sarà uscire da questa situazione, poi penseremo alla fase due». Ha poi aggiunto che: «Io immagino una Fiorentina che venga costruita piano piano. Oggi dobbiamo essere realisti e stare sul pezzo per uscire da questa situazione. La squadra non vale la Serie B, anche se è in zona retrocessione. Abbiamo tutto per fare il nostro lavoro al meglio. Questo basta e avanza per poter far bene il nostro lavoro. La squadra fa delle buone partite, ma c’è una differenza tra il fare una cosa al 100% e il volere le cose al 100%. Da qui a maggio ogni partita sarà fondamentale, a partire da quella di sabato col Torino».


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