Si spegne un’altra storica voce del giornalismo sportivo italiano: è morto a 86 anni Cesare Castellotti, per decenni punto di riferimento della trasmissione calcistica per eccellenza, 90° Minuto, in collegamento quasi sempre da Torino. E’ stata una delle voci che ha accompagnato tifosi e appassionati, tra gli anni Settanta, Ottanta e i primi Novanta. Raccontando momenti indimenticabili, come lo storico scudetto del Torino del ‘76 o le grandi notti europee della Juventus di Giovanni Trapattoni, trascinata da campioni come Zoff, Platini, Scirea e Paolo Rossi. Nel 1975 premiato dall’allora presidente Giovanni Leone con il Premio “Saint Vincent per il giornalismo”.
Castellotti era uno degli ultimi “Magnifici sette”, giornalisti e inviati simbolo di 90° Minuto, insieme Luigi Necco da Napoli, Tonino Carino da Ascoli, Marcello Giannini di Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Gianni Vasino da Milano, e Ferruccio Gard dal Veneto. Protagonista di un calcio e un giornalismo lontanissimo dai giorni attuali, in cui a fine partita la velocità nel montaggio analogico dettava la precedenza nei servizi e i collegamenti durante la diretta, rigorosamente in giacca e cravatta, spesso con tonalità tendenti al granata, per vezzo e non per simpatia calcistica. Castellotti ha seguito basket e pallavolo e ha raccontato da inviato cinque Mondiali di calcio e sei Olimpiadi, con uno stile misurato, e da sempre punto di riferimento professionale per colleghi più giovani.
E’ andato in pensione nel 1999, per dedicarsi alle sue passioni: il golf e il Brasile, indimenticabile la sua imitazione di Teo Teocoli che lo consacrò nel personaggio di Gianduja Vettorello. Il Torino Calcio e Urbano Cairo hanno ricordato Castellotti con una nota ufficiale sul sito granata. «E’ stato un grande, e nobile, professionista — il ricordo del collega Carlo Nesti — è stato, nella Rai di Torino, prima segretario di redazione, e poi, per circa 20 anni, capo-servizio del nucleo sportivo, formato da Beppe Barletti, Franco Costa, Federico Calcagno e me.
Volto storico del 90° Minuto di Paolo Valenti»
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