28.10.2026
12 Street, Rome City, Italy
Politics

gli esordi in politica, le battaglie e la lunga malattia. «Sempre radicalmente libera»


Emma Bonino è stata una femminista, radicale ed europeista. È stata arrestata, espulsa da un Paese, fermata mentre distribuiva siringhe e, fino alla fine, non hai mai smesso di combattere per le sue idee. «Sempre radicalmente libera»: è così che +Europa ha ricordato la sua storica leader, morta questa mattina a Roma dopo una lunga malattia, all’età di 78 anni.

Era nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. La sua era una famiglia semplice: i genitori vivevano nelle campagne e poi si erano trasferiti in paese per dedicarsi al commercio del legname. Dopo il liceo classico, Bonino si trasferisce a Milano e si laurea alla Bocconi in Lingue e letterature straniere. La sua tesi è dedicata all’autobiografia di Malcolm X. Già allora emerge una caratteristica che l’accompagnerà per tutta la sua carriera: la curiosità per il mondo e l’attenzione per i diritti delle persone più fragili. 

Tante le battaglie portate avanti. Negli ultimi anni, però, la sua sfida più grande è stata quella contro la malattia. Bonino aveva combattuto contro un carcinoma polmonare a piccole cellule, una forma particolarmente aggressiva di tumore ai polmoni strettamente legata al tabagismo, vizio che la leader non aveva mai nascosto “Le sigarette? Mi aiutano a calmarmi”, aveva confessato. Nel 2023 era stata dichiarata guarita. Ma la malattia è tornata più volte. Nell’ottobre 2024 e poi nel novembre 2025 era stata ricoverata per problemi respiratori. L’ultimo ricovero è arrivato lunedì 7 settembre, all’ospedale Santo Spirito di Roma, dopo una crisi respiratoria. Ieri era stata trasferita in una struttura privata. Oggi la notizia della sua morte.

 

di Arianna Remoli

#IlMessaggero #emmabonino 

 

Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]