30.01.2026
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Technology

gli 8 consigli per difendersi dai rincari


Il 2026 si è aperto per milioni di italiani con un risveglio amaro sul fronte della telefonia, segnando l’avvio di una stagione di rincari che le associazioni dei consumatori non hanno tardato a definire una vera e propria «stangata» di inizio anno.

Secondo le analisi congiunte di Codacons e Assium (Associazione Italiana Utility Manager), a partire da gennaio, i principali operatori di telecomunicazioni hanno dato il via a una serie di rimodulazioni unilaterali che colpiscono tanto il segmento fisso quanto quello mobile, con incrementi che oscillano tra 1 e 5 euro al mese per singola utenza. Questo significa che, su base annua, una famiglia media potrebbe trovarsi a sborsare tra i 12 e i 60 euro in più per mantenere gli stessi servizi di connettività.

L’impatto sulle famiglie e sul mercato

Sebbene la cifra possa apparire contenuta se isolata, il suo impatto aggregato è enorme: con una spesa complessiva delle famiglie italiane per la telefonia che supera i 22,6 miliardi di euro l’anno, ogni micro-aumento si traduce in un drenaggio di risorse significativo dal potere d’acquisto nazionale.

Chiaro, in tal senso, resta il seguente dato: se è vero che i consumatori soffrono economicamente per tale batosta, ciò non significa che che le aziende del mercato telco se la passino tanto meglio.

Il comparto delle telecomunicazioni italiane, ma più in generale europee, vive in una dimensione fortemente ossimorica, poiché da un lato è possibile rilevare una profonda crescita della domanda di reti sempre più avanzate e, a tratti, avanguardistiche, mentre dall’altro gli operatori del campo non riescono a coprire i costi sempre più in rialzo; i ricavi medi si attestano su un dato estremamente basso e i ritorni sugli investimenti non coprono che una piccola parte del capitale effettivamente impegnato.

Il mercato italiano in Europa

A discapito di tali statistiche, tuttavia, il mercato italiano continua a vivere un suo personale e unico paradosso nel panorama continentale: nonostante questi aumenti, l’Italia vanta ancora oggi le tariffe più basse d’Europa. I dati storici e le proiezioni per il 2026 confermano che il costo di un gigabyte di traffico dati nel nostro Paese è inferiore di quasi il 50% rispetto alla Francia, dell’80% rispetto alla Spagna e di oltre il 95% rispetto alla Germania o agli Stati Uniti. Tali prezzi tenderebbero, secondo le stime, ad essere il motivo principale per il quale il take-up della fibra italiana si attesta a circa metà della media europea. 

Questa anomalia è il risultato di una «guerra dei prezzi» fratricida combattuta nell’ultimo decennio, che se da un lato ha garantito ai consumatori un accesso alla rete quasi «discount», dall’altro ha eroso drammaticamente i ricavi delle aziende del settore. Si stima che tra il 2010 e il 2023 le telco abbiano perso circa 14,7 miliardi di euro di fatturato, una contrazione che ha messo a dura prova la capacità di investire nelle infrastrutture di nuova generazione come la fibra ottica (FTTH) e il 5G, fondamentali per la digitalizzazione del Paese.

La natura del problema 

Il problema, sostanzialmente, non è solo economico, ma anche strategico. L’abitudine a tariffe estremamente popolari ha portato l’utente medio a sottostimare il valore reale della connettività, percependola come una commodity di scarso valore intrinseco anziché come un’infrastruttura vitale. Gli operatori, stretti tra margini di profitto risicati e la necessità di miliardi di euro in investimenti per stare al passo con la media europea, si trovano oggi costretti a rivedere al rialzo i listini per garantire la sostenibilità dei servizi.

In tal senso, il 2026 vede una forte accelerazione verso il consolidamento del mercato, con fusioni e integrazioni, come quella visibile tra Fastweb e Vodafone, che mirano a creare campioni nazionali capaci di fare economia di scala.

L’ultima difesa dei consumatori 

Per i consumatori, in ultima analisi, la difesa principale resta il diritto di recesso gratuito: la normativa vigente impone agli operatori di comunicare le modifiche unilaterali con almeno 30 giorni di preavviso, dando all’utente la possibilità di cambiare gestore o disdire il contratto senza penali qualora quest’ultimo si renda conto che l’offerta attuale non sia più conveniente. Oltre agli aspetti squisitamente legali, è importante consultare anche veri e propri consigli di agenzie, specializzate e di assicurazioni. 

I consigli di Facile.it

Facile.it, a tal proposito, ha delineato un piccolo vademecum, a seguito di una profonda indagine di mercato, in sostegno dei consumatori e delle loro spese suddiviso in vari punti: 

1) Consultare sempre i dettagli dell’offerta che si va a sottoscrivere, anche e soprattutto per evitare onerosi e possibili costi di recesso. 

2) Un’ottima opportunità di risparmio è offerta dagli operatori virtuali (MVNO), che permettono di tagliare i costi mensili fino al 25%, scendendo mediamente da 9,4 a 8,6 euro. Sempre se non si ha necessità impellente di assistenza fisica in negozio.

3) Occorre fare attenzione ai costi di attivazione, che variano tra 2 e 10 euro e pesano soprattutto su chi cambia operatore frequentemente.

4) Una mossa intelligente è la convergenza fisso-mobile, che tramite un operatore unico può garantire sconti fino al 15%, ma attenzione ai prodotti abbinati come smartphone o Pay TV, poiché spesso trascinano con sé vincoli contrattuali molto lunghi, dai 12 ai 48 mesi.

5) Anche la tecnologia della scheda fa la differenza: le eSIM (SIM virtuali) sono moderne e veloci da attivare, ma richiedono smartphone compatibili, a differenza delle classiche SIM fisiche.

6) Durante la firma, è vitale scovare i servizi a pagamento nascosti, come la segreteria o il «ti ho cercato», spesso non inclusi nel pacchetto base, e gestire con cura i consensi privacy per il marketing.

7) Fondamentale è poi calibrare il bundle di Giga, minuti e SMS sulle proprie reali necessità, verificando soprattutto i limiti per il roaming all’estero, che sono quasi sempre inferiori rispetto a quelli nazionali. 

8) Infine, l’offerta migliore del mondo è inutile se non c’è copertura di rete: prima di sottoscrivere, è imperativo verificare la qualità del segnale nei luoghi frequentati quotidianamente, come casa e ufficio, per non trovarsi con un dispositivo isolato.

In tal senso, il mercato della telefonia è estremamente complesso e ramificato troppo in profondità per la comprensione di un consumatore medio; il presidente di Assium, Federico Bevilacqua, ha affermato che «il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è semplice districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali estremamente differenti e soggette alle specifiche della singola azienda» e ha poi ribadito quanto affermato da Facile.it nella sua indagine: prestare sempre la massima attenzione ai connotati dell’offerta. 


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