28.10.2026
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Economy

Giù IA e crypto, ora a Wall Street salgono old economy e small cap


Quello che è successo nell’ultima settimana potrebbe essere semplicemente un segno di stanchezza e paura da parte degli investitori o la spia dell’inizio di una bolla che potrebbe portare a perdite più consistenti. In tre giorni Wall Street ha perso più di 1.000 miliardi di dollari (il Pil della Svizzera, per intenderci), spaventata da due segnali arrivati ​​dall’intelligenza artificiale, che nel 2025 aveva guidato guadagni record per i mercati: da una parte Anthropic ha annunciato il nuovo modello Opus 4.6, che ha mandato in crisi il settore dei software visto che promette di trasformazione i processi e di farli guidare dall’IA.

Dall’altra i conti di colossi come Amazon e Alphabet, pur battendo in parte le tempi del mercato, hanno spaventato i trader a causa dell’aumento delle spese previste per il 2026, che ridurranno il cash flow e i profitti e non è detto che diano i ritorni promessi.

Il trend

La stessa storia che si racconta da tempo anche se questa volta al crollo delle tecnologiche si sono uniti due altri elementi: Bitcoin è sceso fino a 61.000 dollari, una soglia psicologica molto importante, visto che diversi analisti prevedono un’ulteriore discesa: da ottobre ha perso più del 50%.

Il Dow Jones e il Russell 2000 invece hanno ripreso forza, aiutando il mercato al recupero di venerdì. C’è da dire che il Dow, che nell’ultimo giorno delle contrattazioni ha superato i 50.000 punti per la prima volta nella storia, è stato trainato sia da un recupero di alcuni colossi dell’IA, tra cui Nvidia, ma anche dalla «old economy», da settori come quello energetico, quello industriale e quello finanziario.

«Siamo davanti a una grande ricalibrazione», ha detto in una nota Gabriel Shahin di Falcon Wealth Planning. «Siamo nella corsa all’oro dell’IA», ha aggiunto, sostenendo che tutto questo movimento di miliardi spesso spaventi i mercati e spinga a forti svendite come quello avvenuto in settimana.

Le incognite

Insieme alla vecchia economia i rialzi di Wall Street sono stati guidati dalle piccole azioni quotate sul Russell 2000, che ha chiuso venerdì con un rialzo del 3,6%.

Un discorso a parte va fatto su Bitcoin e sulle cripto più in generale che da ottobre stanno continuando a crollare. La discesa è dovuta all’incertezza sulle politiche della Federal Reserve e al timore che possa seguire politiche più conservatrici e vicine alle posizioni dei falchi.

E ancora le incertezze del settore dei metalli, che dopo guadagni senza precedenti dell’oro e dell’argento, hanno subito un forte ribasso. L’intero settore ha perso quasi 2.000 miliardi di capitale di mercato dai picchi dell’autunno, con Bitcoin che è passato da 126.000 dollari a meno di 70.000 dollari.

Ovviamente questa rotazione dall’IA alle aziende più tradizionali porta con sé nuove tensioni: il rialzo delle aziende energetiche vicine ai combustibili fossili mostra come la nuova amministrazione stia riuscendo a fermare le politiche verdi volute da Joe Biden.

Ma la settimana si è chiusa con un recupero parziale anche delle tecnologiche, guidato da Nvidia, che pubblicherà i conti alla fine del mese chiudendo la stagione delle trimestrali, e da Microsoft: entrambe sono tornate a salire dopo giorni di perdite.

E Jeremy Siegel, professore di economia alla University of Pennsylvania, in un’intervista a Cnbc ha detto che è convinto che non ci saranno problemi: «Questa è una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche mai vissute. Cambierà il mondo in molti modi che oggi non possiamo prevedere».


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