Parlare di guerra per il controllo di Ferretti forse è ancora prematuro. Ma ieri i due principali pretendenti per il controllo del gruppo della cantieristica di lusso italiana hanno fatto due ulteriori passi in uno scenario che potrebbe cambiare a breve pesi e contrappesi all’interno dell’azienda. Ieri il socio di maggioranza, la multinazionale cinese Weichai, ha annunciato di aver incrementato le proprie azioni per rafforzarsi nel capitale di Ferretti. E dopo gli acquisti delle scorse settimane, hanno annunciato di aver rilevato altre azioni in questi tra il 26 e il 27 febbraio. Quindi, è passato dalla una quota del 38,97 per cento del 27 febbraio al 39,04 ufficializzata al 2 marzo, in base a quanto si legge dall’aggiornamento reso alla Borsa di Hong Kong.
La loro è la risposta all’annuncio, arrivato 24 ore prima da parte di Kkcg Maritime, la società d’investimento che fa capo al miliardario ceco Karel Komárek, di avviare lunedì 16 marzo l’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria, per una quota pari al 29,9 per cento, che terminerà il prossimo 13 aprile. Ieri il titolo ha chiuso a 3,70 euro, quindi ancora con un valore superiore al prezzo offerto (3,5 euro) sempre dai cechi di Kkcg.
TRA GIOCHI ED ENERGIA
Kkcg Maritime ha partecipazioni in vari settori che spaziano tra attività di gaming a livello internazionale, i servizi IT globali, produzione di energia tradizionale e da fonte rinnovabile fino allo sviluppo immobiliare. Attualmente in Ferretti detiene una quota del 14,5 per cento. L’offerta — che ha già avuto il via libera della Consob — riguarda 52.132.861 azioni a un prezzo di 3,5 euro compreso il dividendo per un controvalore complessivo di 182,5 milioni di euro e non è finalizzata al delisting. Anche per non oltrepassare la quota Opa che scatta automaticamente superato il 30 per cento, la società ceca ha già fatto sapere al mercato che non intende conquistare la maggioranza di Ferretti.
Come si legge in una nota, Kkcg, «al completamento dell’offerta, intende esercitare i propri diritti di voto, come incrementati a seguito dell’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria, per sostenere l’elezione dei candidati da essa proposti per il rinnovo del consiglio di amministrazione in occasione della prossima assemblea annuale degli azionisti di Ferretti». Quindi, un tentativo di incidere maggiormente nella governance dell’azienda, anche per renderla più remunerativa in ottica di una riorganizzazione e nuovi investimenti, che secondo alcuni analisti è apparsa una mina in più negli equilibri del produttore di navi di lusso, che negli anni ha registrato tensioni tra il socio di maggioranza Weichai e gli altri azionisti. Non a caso i cinesi hanno definito ostile l’operazione di Kkcg e anche per questo soltanto dal 12 dicembre al 26 hanno investito 15,5 milioni di euro per conquistare nuove 4,6 milioni di azioni.
Il mercato attende di capire quale sarà la risposta degli altri soci rilevanti del gruppo, partendo dagli italiani. Cioè Danilo Jervolino che ha una quota del 5,2 per cento, Piero Ferrari con il 4,6, la famiglia Bombassei e Julius Kiss, ciascuno con un 2 per cento del gruppo. Una adesione da parte loro potrebbe facilitare il progetto di Komárek.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this