28.10.2026
12 Street, Rome City, Italy
Technology

Fatti a pezzi oltre 10 Boeing 737 e Airbus A320, il paradosso dei cieli che pochi conoscono


Non sono vecchi velivoli arrivati alla fine della loro vita operativa. E non si tratta neppure di aerei precipitati, danneggiati irreparabilmente o appartenenti a una generazione ormai superata. Eppure oltre dieci Airbus A320neo e Boeing 737 Max saranno smontati pezzo dopo pezzo entro la fine del 2026. La decisione appare sorprendente perché riguarda due delle famiglie di velivoli più moderne e diffuse nei cieli. Alcuni degli Airbus già destinati allo smantellamento hanno appena tre o quattro anni: un’età nella quale un aereo commerciale dovrebbe trovarsi soltanto all’inizio di una carriera capace di durare venti o trent’anni. Perché, allora, demolire macchine così giovani? Dietro l’operazione non ci sarebbe un nuovo problema di sicurezza né una bocciatura tecnica dei due modelli. La spiegazione è soprattutto economica e racconta uno dei paradossi dell’aviazione contemporanea: in alcuni casi, un aereo fermo può valere più smontato che intero.

Il valore nascosto dentro gli aerei. A occuparsi dell’operazione sarà Tarmac Aerosave, società specializzata nello stoccaggio, nella manutenzione e nel riciclo degli aeromobili. Il programma è stato commissionato da AerFin e coinvolgerà più di dieci velivoli delle famiglie A320neo e 737 Max entro la fine dell’anno. Ogni aereo verrà sistematicamente “spogliato” delle componenti ancora utilizzabili: motori, carrelli di atterraggio, apparecchiature di cabina, unità ausiliarie di potenza, parti delle gondole motore, elementi strutturali e sistemi elettronici. I pezzi saranno controllati, documentati e, quando necessario, riparati o nuovamente certificati prima di tornare sul mercato. Da un solo A320neo possono essere recuperati tra 1.200 e 1.400 componenti ancora idonei al servizio. Otto precedenti operazioni di smantellamento effettuate da AerFin hanno già permesso di mettere a disposizione più di 9.000 ricambi ad alta domanda.

Perché conviene smontarli. Il vero “mistero” è quindi nascosto nella catena di approvvigionamento. Le compagnie aeree hanno bisogno di ricambi per mantenere operative flotte sempre più numerose, ma produttori e fornitori non riescono sempre a consegnare rapidamente componenti nuovi. Motori, carrelli e parti soggette a manutenzione possono richiedere attese molto lunghe, lasciando gli aerei fermi a terra. In questo scenario, recuperare materiale da un velivolo relativamente giovane consente di ottenere immediatamente centinaia di pezzi compatibili con altri aerei. Le componenti usate ma certificate diventano così particolarmente preziose: riducono i tempi di attesa e permettono agli operatori di rimettere più velocemente in servizio i propri mezzi. Il fenomeno riguarda soprattutto gli A320neo equipaggiati con motori Pratt & Whitney, le cui parti sono molto ricercate. Tra gli aerei già smontati nel 2026 figurano anche due Airbus precedentemente utilizzati da Spirit Airlines, rispettivamente di circa tre e quattro anni.

La demolizione continuerà nel 2027. Tarmac Aerosave predisporrà una linea dedicata per rimuovere cabine e carrelli, affiancata da squadre incaricate di selezionare i componenti prioritari. Altri progetti sono già in preparazione per il 2027, segno che non si tratta di un caso isolato. Gli Airbus e i Boeing, dunque, non saranno fatti a pezzi perché troppo vecchi o perché considerati pericolosi. Verranno sacrificati per mantenere in volo molti altri velivoli della stessa generazione. È la nuova economia dei cieli: quando i ricambi scarseggiano, persino un aereo quasi nuovo può trasformarsi in un enorme magazzino volante.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]