Pietro Cipollone, il rappresentante italiano nel board della Bce ha avuto gioco facile a bollarle come “fake news”. Tra le varie teorie complottiste che animano le giornate del web, ce n’è una che accusa a banca centrale di voler creare un Grande Fratello attraverso l’euro digitale. Una “cimice” nei portafogli dei cittadini per spiare come spendono i propri soldi. Ovviamente non è vero.
Tecnicamente, ha spiegato Cipollone «non è possibile» individuare le singole transazioni. Il sistema è criptato e non permette di fare incroci. E si potrebbe dire che, quando vedrà la luce, l’euro digitale sarà probabilmente l’unica moneta virtuale ad avere questa caratteristica. Quelle che circolano sulle blockchain, come i Bitcoin, gli Ethereum, ma anche le stablecoin, rendono invece visibili e tracciabili tutti i trasferimenti di denaro effettuati. I registri dell blockchain sono pubblici e visibili a tutti. Ragion per cui una delle caratteristiche dei bitcoiner è usare degli pseudonimi per non farsi “fisicamente” individuare.
Pure perché negli ultimi mesi i criminali, soprattutto quelli russi, hanno capito una cosa. Che per strada camminano, letteralmente parlando, delle banche viventi che custodiscono milioni di euro e che sono, se individuate, facilissime da svaligiare. Basta convincerle, e i metodi non difettano, a consegnare le proprie chiavi crittografate, e il gioco è fatto. Come è successo ad Alexander Adavich, l’ex banchiere ucraino volato dal quarto piano di un palazzo di Milano dopo aver consegnato a le chiavi del suo conti in Bitcoin. Se i conti correnti bancari, i loro saldi e i loro movimenti, sono ancora tutelati dal segreto, e i pagamenti lo saranno ancor di più con l’euro digitale che avrà le stesse caratteristiche del contante, nel mondo delle valute virtuali “private” vige la regola della piena trasparenza. Allora chi è il Grande Fratello?
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