29.10.2026
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Sports

«Era compromessa, così mi hanno salvata»


Lindsey Vonn, con un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ha raccontato di come ha rischiato di perdere la gamba sinistra, a causa del grave infortunio rimediato sulla discesa libera olimpica. La sciatrice americana si è infatti presentata a Milano-Cortina con una condizione fisica precaria, figlia del problema al crociato che non aveva del tutto risolto. Nonostante ciò, ha voluto comunque scendere in pista, per poter gareggiare, un’ultima volta, ai Giochi Olimpici. Questa scelta le è costata carissimo, visto che la sua gara è durata una manciata di secondi, prima di effettuare una terribile caduta nella neve.

Il rischio di amputazione della gamba

Se inizialmente l’infortunio è sembrato essere legato esclusivamente alla frattura della tibia, con l’avanzare dei giorni le notizie sono state sempre più negative. Il trauma dell’incidente le ha causato una sindrome compartimentale alla gamba: un accumulo di pressione eccessiva all’interno di un muscolo. Questo effetto è dovuto al sanguinamento e/o al gonfiore. Una pressione che limita il flusso sanguigno, portando inevitabilmente a lesioni gravi.

L’atleta statunitense è stata operata dopo l’accaduto, rimanendo poi per due settimane in ospedale. Nella giornata di oggi, come lei stessa ha confermato sui social, è stata dimessa: «Finalmente sono uscita dall’ospedale. Dopo quasi due settimane trascorse in un letto, finalmente sto abbastanza bene per trasferirmi in albergo. Non è ancora a casa, ma è un passo enorme».

Il racconto di Lindsey Vonn

«Quando hai un trauma così forte, in una zona del corpo che c’è troppo sangue e si blocca, praticamente schiaccia tutto» ha spiegato Lindsey Vonn nel video pubblicato sui social, dove ha descritto e mostrato con alcune immagini lo stato della sua gamba. Ha voluto innanzitutto ringraziare Tom Hackett, il chirurgo che ha effettuato una fasciotomia (intervento che prevede l’incisione della fascia muscolare per alleviare la pressione estrema): «L’ha aperta e l’ha lasciata respirare: mi ha salvato dall’amputazione». Ha anche raccontato che il medico è arrivato a Cortina prima dell’inizio delle Olimpiadi, per poter controllare lo stato del suo crociato: «Se non avessi avuto l’incidente al crociato, Tom non ci sarebbe stato e quindi, non avrebbe potuto salvarmi la gamba».

Come detto, la sciatrice ha allegato le foto del suo arto inferiore, cercando di analizzare nello specifico l’entità del grave infortunio. Oltre ai danni fisici già citati, ha anche riportato la rottura della caviglia destra: «Non sono un medico quindi se non spiego qualcosa perfettamente per favore perdonatemi. Quando si è verificato l’infortunio, la situazione era piuttosto impegnativa sotto molti aspetti, ma alla fine la situazione è stata riportata sotto controllo». Nonostante le diverse critiche ricevute, non si è pentita della scelta di gareggiare: «Mi sono presentata e ho fatto ciò che molti pensavano fosse impossibile alla mia età, ovvero una sostituzione parziale del ginocchio.

Questi ricordi li avrò per sempre e sono grato per ognuno di essi. Ogni momento è stato fantastico. Ogni momento ne è valsa la pena».

Per quanto riguarda i tempi di recuperi invece, la statunitense dovrà rimanere ferma per un po’ di tempo, visto che l’infortunio richiede una riabilitazione particolarmente intensa: «Ora mi concentrerò sulla riabilitazione e sul passaggio dalla sedia a rotelle alle stampelle in poche settimane. Ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano e poi deciderò se eliminare tutte le viti e le placche, tornare in sala operatoria e finalmente riparare il mio legamento crociato. Sarà una strada lunga ma ci arriverò. Ma almeno sono fuori dall’ospedale».


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