28.10.2026
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Technology

«È la fine di un’era»


Il videogioco su disco rischia di trasformarsi presto in un oggetto da collezione. Dopo aver contribuito a rendere il supporto fisico uno dei simboli delle console con il lancio della prima PlayStation negli anni Novanta, Sony ha deciso di interrompere dal 2028 la vendita dei videogiochi in formato fisico. Una scelta che, per molti giocatori, segna la fine di un’era.

«Io spero che non significhi la fine di un’era. Mi dispiacerebbe ancora di più se non sapessi che aziende come Nintendo continueranno con i supporti fisici», ha spiegato Chris Bastin, sviluppatore di videogiochi.

Il mercato si sposta sul digitale

Il mercato dei videogiochi si è già spostato in larga parte verso il digitale. All’inizio del 2026 quasi l’82% delle vendite dei giochi per PS4 e PS5 avveniva tramite download. Il progressivo abbandono dei videogiochi su disco appare quindi legato a un cambiamento nelle abitudini di acquisto già ampiamente in corso.

Preoccupazioni tra i giocatori

Per chi contesta la decisione di Sony, tuttavia, non si tratta soltanto di nostalgia. L’assenza di un disco fisico da conservare, prestare o rivendere alimenta il timore di una maggiore dipendenza dalle piattaforme digitali e della possibilità di perdere, un giorno, l’accesso a un videogioco regolarmente acquistato.

«Il problema del solo digitale è che se l’editore decide di ritirare un gioco, lo perdi. Vorrei che ci fosse un modo migliore per preservare i videogiochi e continuare ad accedervi anche dopo il loro ritiro», ha commentato Elicia Lee, marketing manager.

Per altri giocatori, invece, il formato fisico conserva anche un forte valore affettivo e collezionistico.

«Ho ancora la Collector’s Edition di Oblivion che comprai da adolescente. Ho traslocato dieci volte e quella confezione è sempre venuta con me. Per me ha ancora un valore emotivo e sentimentale», ha raccontato l’australiano Scott Whiting.

Le reazioni alla Gamescom

La prospettiva dell’addio ai videogiochi fisici PlayStation ha animato anche la Gamescom di Colonia, la più grande fiera europea dedicata ai videogiochi. Qui la decisione di Sony ha raccolto critiche e ha provocato persino alcuni appelli al boicottaggio.

Il passaggio verso un mercato sempre più digitale sembra dunque già avviato, ma il dibattito va oltre il semplice confronto tra disco e download. Per molti giocatori riguarda anche la possibilità di possedere, conservare e tramandare i videogiochi acquistati, trasformando quello che per decenni è stato un normale prodotto da scaffale in un possibile oggetto da collezione.

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