08.01.2026
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Politics

è Budanov, il “duro” dell’intelligence


Il presidente Zelensky gioca la carta Kyrylo Budanov. Non un avvocato, produttore cinematografico, politico e negoziatore come Andriy Yermak, che Budanov sostituisce a capo dell’ufficio presidenziale, ma il generale più giovane di nomina dell’Ucraina, un uomo dell’Intelligence. Un mito per gli ucraini, nonostante i suoi 39 anni compiuti domani, da ieri Budanov è il capo di gabinetto di Zelensky in sostituzione di Yermak, travolto mesi fa dall’inchiesta su manager e esponenti di governo per corruzione nel settore energetico.

IL VOLTO DELLA GUERRA

Budanov è il volto della guerra. La sua scelta segna un cambio di passo: nel momento in cui i colloqui di pace entrano nella fase cruciale, il leader ucraino sceglie di portare ancor di più il baricentro sul terreno delle armi. «L’Ucraina ha bisogno di più attenzione alle questioni di sicurezza e allo sviluppo delle forze di difesa e sicurezza, e al percorso diplomatico dei negoziati. Kyrylo ha un’esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati». Budanov ha accettato l’incarico con un messaggio su Telegram: «Continuerò a servire l’Ucraina. Questo incarico è un’altra linea di responsabilità verso lo Stato. È un onore e un profondo impegno, specie in questo momento decisivo della storia del nostro Paese, concentrarsi su questioni fondamentali per la sicurezza strategica dell’Ucraina». Spesso descritto come “l’uomo senza sorriso”, Budanov guidava l’intelligence militare dal 2020 ed è uno dei volti più riconoscibili della guerra. Ufficiale di carriera, è stato ferito tre volte in operazioni sul campo, fin dall’invasione russa della Crimea nel 2014. È sopravvissuto a molti attentati: nel 2019 la sua auto è saltata in aria a Kiev; nel novembre 2023 la moglie Marianna è sopravvissuta a un tentativo di avvelenamento. Sotto la sua direzione, il Gur ha rivendicato o si è visto attribuire attacchi a nodi logistici, raffinerie, infrastrutture e assetti militari russi ben oltre la linea del fronte. Incluse le basi dei cacciabombardieri di Putin.

Budanov è un campione della guerra asimmetrica e della pressione psicologica. Dura la reazione russa. Dmitry Medvedev, n. 2 del Consiglio di sicurezza, attinge al repertorio più crudo riferendosi a Zelensky: «Quel pagliaccio sanguinario che ha perso la legittimità ha scelto un nuovo capo ufficio. È il terrorista Budanov. Ottima scelta. Peccato che sia solo uno il posto vacante. L’altro avrebbe dovuto offrirlo al comandante Zaluzhny, spazzando via dalla scacchiera i due potenziali candidati alla presidenza». Zaluzhny, ex capo delle Forze armate, oggi è Ambasciatore a Londra. E ancora su Zelensky: «È improbabile che questo aiuti la bambola di pezza con il naso da cocaina. Non sopravviverà comunque; Karabas-Barabas lo consegnerà alla fornace». Al posto di Budanov, alla guida del Gru va il capo del servizio di Intelligence estera, Oleh Ivashchenko. Il responsabile delle guardie di frontiera, Serhiy Deineko, sarà ugualmente sostituito.

IL CASO DEI DRONI

Intanto, Mosca ha annunciato di aver consegnato agli Usa le “prove” di un attacco ucraino con droni contro una residenza di Putin nel nord-ovest della Russia. Per il ministero della Difesa russo i dati di navigazione di uno dei droni abbattuti indicherebbero come obiettivo il complesso presidenziale. Non è stata però fornita documentazione verificabile e non esiste conferma indipendente. Kiev respinge l’accusa, la Russia vorrebbe solo «sabotare il negoziato». Sul campo, l’Institute for the Study of War calcola che nel 2025 Mosca ha ottenuto i maggiori guadagni territoriali in due anni: oltre 5.600 km quadrati, lo 0,94% del territorio ucraino, a un ritmo di 75 caduti per chilometro quadrato. Progressi dovuti alla tattica combinata di interdizione dei droni ucraini e puntate di incursori russi oltre la prima linea.


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