29.10.2026
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Politics

Decreto sicurezza, scudo penale per gli agenti e stretta sui coltelli ai minori. Resta il nodo sul fermo preventivo


Sul decreto sicurezza il governo accelera. E a seguito degli scontri a Torino, che negli scorsi giorni hanno riacceso i riflettori su un progetto già in cantiere, l’esecutivo mette la quarta e si prepara a presentare un decreto già nel prossimo Consiglio dei ministri, previsto per mercoledì.

Sicurezza, scudo penale per gli agenti e stretta sui coltelli

Così, questa mattina a Palazzo Chigi, si è tenuta una riunione urgente per dare una forma definitiva al decreto sicurezza.

Parole d’ordine: fare in fretta e dare priorità a quelle misure che non possono più aspettare.  Sul tavolo del governo, due documenti. Un decreto, in cui confluiranno le disposizioni più “necessarie e urgenti”, e un disegno di legge, destinato invece alle materie che possono aspettare. 

E per il governo, nella riunione di oggi, la priorità era definire il perimetro del decreto. Due i punti fondamentali emersi dal vertice: nel decreto entreranno lo stop alla vendita dei coltelli ai minori —  misura che dal disegno di legge passa al decreto proprio in ragione dell’urgenza — e lo scudo penale per gli agenti. Una scelta, quest’ultima, su cui la maggioranza ha deciso di andare avanti dopo settimane di prudenza, considerandola ormai una risposta politica non più rinviabile.

I nodi sul tavolo

Resta sul tavolo la questione del fermo preventivo. E nonostante l’intenzione condivisa di procedere, la maggioranza non riesce ancora a trovare una quadra. I dubbi di costituzionalità restano e la linea prevalente è quella di evitare interventi che possano comprimere il diritto di manifestare. Mentre Salvini chiede un fermo preventivo fino a 48 o 24 ore, ora l’idea che riaffiora è quella di rafforzare strumenti già esistenti, come il Daspo, giudicato più “maneggevole” e già nella disponibilità dell’autorità di pubblica sicurezza.

Il punto sul quale la maggioranza fatica di più però, è l’ipotesi della cauzione. Un’idea della Lega che introdurrebbe un deposito cauzionale per chi organizza manifestazioni, destinato a coprire eventuali danni. Sul punto però Forza Italia frena. «Il tema è controverso, magari la misura è giusta ma è molto complicata da attuare», spiega il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri. E non solo. Con la cauzione, infatti, si aprono diversi fronti: dal rischio di incostituzionalità a quello più pratico, che potrebbe finire per aumentare il numero di manifestazioni non autorizzate.


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