Anno che vai, tendenza che trovi. Sembra che il 2026 metterà la pietra tombale definitiva sul minimalismo del quiet luxury prediligendo look d’impatto e accessori in bella vista, dalle spille al pizzo. Anni Ottanta mon amour, ma non solo: frange, piume e colori torneranno nei nostri armadi e, in generale, tutto diventerà più estroso e imperfetto (finalmente).
Glamour d’annata
Se, come noi, vi state preparando a una revisione del guardaroba per il 2026 aprite Google e digitate convinti: «Lusso anni Ottanta«. Sarete in buona compagnia, il 225% delle ricerche secondo il report annuale di Pinterest. Tra maxi-spalline, pellicce da mob wife e imponenti gioielli dorati sarà questa, secondo il report annuale di Pinterest, una delle tendenze sovrane dell’anno che sta per cominciare. Decadente e massimalista quanto basta da archiviare definitivamente il Quiet luxury incantando sia i Millennial che la Gen Z: Pinterest lo chiama «Glamour al massimo». Un po’ come quello di Versace negli anni d’oro di Gianni ma anche come il nuovo Bottega Veneta con le silhouette che tornano strutturate. Sì perché pare proprio che la dittatura dell’oversize sia agli sgoccioli: arrivano invece volumi studiati come i blazer avvitati con spalle boxy.
Poetcore

Il 2026 sarà un anno che definire poliedrico è dire poco: non solo pellicce, ma dolcevita e foulard da poeti. Forse non parleremo con i versi ma ci vestiremo come se lo facessimo, con cappottoni vintage e borse di pelle a tracolla. Testa tra le nuvole ma guardaroba attualissimo: le ricerche per «Estetica da poeta» sono aumentate del 175%, con tanto di mantella in salsa ottocentesca (+65%) e accessori per cravatte (+85%). Insomma, se già subite il fascino del genere «poeta maledetto» le cose non stanno per migliorare.
I colori

Lo sappiamo: il colore dell’anno secondo Pantone è il Cloud Dancer, ossia un «bianco etereo che simboleggia un’influenza rasserenante in una società che sta riscoprendo il valore della quiete e della riflessione» (vedi il poetcore di cui sopra, appunto). In generale continuano a spadroneggiare i colori neutri, quelli della terra come il marrone, il beige e il khaki. Ma c’è speranza per i fan dei colori più accesi perché le passerelle dalla primavera/estate hanno tentato con tutte le loro forze di riportare in auge il color block: rosa e rosso da Fendi, giallo canarino e marrone ma anche il più audace celeste/rosso. Li abbiamo visti, tra gli altri, nella prima e unica collezione per Versace di Dario Vitale. Poi però è stato defenestrato quindi speriamo che i nostri look primaverili funzionino meglio del suo debutto per la Medusa.
Spille e accessori (al massimo)

L’accessorio è sempre importante, ma nel 2026 lo sarà ancora di più: le giacche diventano tempestate di spille, meglio se vintage, meglio ancora se cimeli di famiglia. Le maxi-spille si indossano sugli abiti, sulle sciarpe e perfino sui calzini (come visto da Simone Rocha). Collane e bracciali, intanto, si fanno massimalisti: massicci e dorati.
Pizzi, frizzi e lazzi

Non pensate per forza alle trasparenze sensuali tanto di moda negli ultimi anni: il pizzo del 2026 (che arriva ovunque, dai collant alla custodia del telefono) è immacolato e bohémien come nelle collezioni di Chloé. Romantico come in una favola boho chic, etereo come in un remake di Alice nel Paese delle Meraviglie. Sono di pizzo le bandane, le sopragonne da indossare anche sui jeans, gli orli dei maxi abiti che indosseremo in primavera.
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