C’è un filo conduttore che a Giffoni 2026 lega cinema, sport e sostenibilità ambientale: la capacità di trasformare ciò che sembra arrivato alla fine in un nuovo inizio. È questo il messaggio che accompagna il tema dell’edizione, «Le cose impossibili», e che trova in Ecopneus, per la prima volta Sustainability Partner del Giffoni Film Festival, un esempio concreto di economia circolare applicata alla vita quotidiana.
Ecopneus è una delle società senza scopo di lucro che in Italia si occupano della raccolta e del riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU). Proprio gli pneumatici arrivati al termine del loro ciclo di vita possono essere trasformati in nuove risorse: nel solo 2025 il Consorzio ha raccolto quasi 200mila tonnellate di PFU, destinate a diventare materiali utili per lo sport, gli spazi urbani e le comunità.
A Giffoni questa trasformazione è tangibile. Gli ospiti e i protagonisti del Festival vengono accolti da un carpet realizzato in gomma riciclata, mentre nell’area sportiva la stessa materia prima dà vita alla pavimentazione di un campo da basket 3×3.
Sostenibilità e rinascita: il messaggio del Festival
Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «Cinema e sport sono linguaggi universali, fondamentali per comunicare e promuovere la cultura della sostenibilità. Il tema di quest’anno di Giffoni, «Le cose impossibili», rappresentava una sfida alla quale non potevamo sottrarci, perché riflette perfettamente i principi dell’economia circolare: trasformare ciò che sembra arrivato alla fine in una nuova opportunità».
Il 21 luglio, sul palco di Giffoni Sport, sostenibilità e sport si sono incontrati in un talk dedicato alle storie di rinascita. Il messaggio è stato chiaro: un percorso che sembra interrompersi può rappresentare solo una tappa prima di una nuova ripartenza.
Le storie degli atleti: dagli stop alla rinascita
A raccontarlo è stata anche Giulia Imperio, campionessa europea di pesistica, che ha condiviso con il pubblico il difficile periodo seguito allo stop agonistico e il ritorno al successo con la vittoria di Batumi 2026, vissuta come una vera rinascita personale.
«Sono stati sei mesi di buio totale per me: sono passata dal fare ogni giorno quello che amavo a non poterlo fare più. Ho provato un grande senso di vuoto. Però questo momento mi ha regalato molta più consapevolezza della mia forza e mi ha fatto scoprire di essere molto più forte di quanto immaginassi», ha raccontato l’atleta.
Un’esperienza simile è quella di Giacomo «Gek» Galanda, tra i protagonisti della Nazionale italiana di basket. L’ex cestista ha ricordato il tiro sbagliato alle Olimpiadi di Sydney 2000, trasformato negli anni in un punto di partenza verso la conquista della medaglia d’argento ai Giochi di Atene 2004.
«Quando sbagliai quel tiro nel 2000 fu soprattutto uno stop personale. Dovetti rimettermi in gioco e riflettere sulle possibilità di crescita e miglioramento. Gli stop possono sembrare definitivi, ma se impariamo ad affrontarli possiamo andare oltre», ha spiegato Galanda.
Un insegnamento per le nuove generazioni
Tre percorsi differenti, ma accomunati dallo stesso insegnamento per i ragazzi del Giffoni Film Festival: un ostacolo non definisce una persona, ma può diventare l’inizio di una nuova traiettoria. Proprio come accade a uno pneumatico fuori uso che, invece di trasformarsi in un rifiuto, trova una nuova vita lasciando un segno positivo, concreto e duraturo.
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