28.10.2026
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Fashion

da Chanel agli anelli con gli scheletri


Il promo parla chiaro: sarà «la più grande storia d’amore di tutti i tempi». Un’affermazione su cui qualcuno ha già da ridire: quel che è certo però è che Margot Robbie, protagonista del «Cime Tempestose» di Emerald Fennel, è la più grande esponente di method dressing che abbia mai solcato il red carpet.

In attesa di trovarci in sala con i popcorn per uno dei film più attesi del 2026 (la sottoscritta non vede l’ora), l’attrice ha dato nuovo significato all’espressione «spaccare l’Internet» inanellando per i vari eventi promozionali una sfilza di look l’uno più meraviglioso e ricercato dell’altro. 

Moda e marketing

Ma andiamo con ordine: cos’è il method dressing? Per gli esperti si tratta di una delle più grandi trovate di marketing degli ultimi anni: in pratica le star indossano outfit collegati al ruolo che interpretano sul grande schermo per incuriosire e creare hype intorno al film in uscita. Non è un caso che Ariana Grande, Glinda in Wicked, abbia cominciato ad assomigliare a una fatina dei boschi nella vita reale mentre Zendaya, ai tempi di Challengers, sembrava sempre sul punto di scendere in campo contro una qualsiasi delle sorelle Williams.

La nostra Margot Robbie (ma soprattutto il suo stylist Andrew Mukamal), in questo gioco è la numero uno incontrastata: ce lo aveva già dimostrato ai tempi di Barbie sfoggiando una serie di outfit ispirati ad alcune delle bambole più iconiche della Mattel e lanciando di fatto la moda rosa shocking che ci ha accompagnati per tutta un’estate.

Romanticismo dark

Stavolta, il compito è più arduo: richiamare un’eroina ottocentesca (se così si può definire la Catherine di Emily Brontë) con dei look che abbiani appeal anche nel 2026, aggiungere un pizzico di poesia, una quantità a piacere di romanticismo dark e servire ben caldo.

Il risultato? Incredibile. Sul web non si parla d’altro: dal soprabito John Galliano vintage del 1992 con polsini e spalline di piume all’iconico abito in velluto bordeaux di Chanel (by Matthieu Blazy) per la prima di «Hurlevent» — questo il titolo in francese — a Parigi. Un probabile richiamo ai costumi del film, i quali, come si intuisce dai vari trailer, sono più in stile «Maria Antonietta di Sofia Coppola» che «triste brughiera inglese». 

Le maison

Margot Robbie, per molti troppo «perfetta» per interpretare Catherine (e di Jacob Elordi in versione Heathcliff non vogliamo neanche parlare per evitare l’iperventilazione), non si è scomposta un secondo mentre passava dal minidress nero Roberto Cavalli allo slip dress tutto in trasparenza di Mark Gong. Da Schiaparelli a Chanel, tutte le più grandi maison hanno partecipato con modelli su misura: Daniel Roseberry per l’anteprima di Los Angeles ha creato un abito da ballo in pizzo nero con fiammeggianti balze di raso. Matthieu Blazy per Parigi ha ideato un modello a corsetto dello stesso colore del red carpet e, ci viene da dire, della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. A Londra invece Margot Robbie ha indossato un abito firmato Dilara Findikoglu con corsetto in stile vittoriano e trecce di capelli sintetici ispirati al famoso bracciale del lutto di Charlotte Brontë, fatto con i capelli delle sorelle Emily e Anne, tragicamente morte a soli 5 mesi di distanza l’una dall’altra. 

Gli accessori

Sì perché in questo tripudio di method dressing anche gli accessori fanno la loro parte: uno su tutti (anzi due) gli anelli che Robbie ha regalato al suo coprotagonista Jacob Elordi con una delle iconiche citazioni del libro. «Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali», recita la scritta incisa a mano sul set di anelli in oro da 18 carati realizzati da Cece Jewellery. Al centro due scheletri abbracciati a rappresentare «un amore potente e tossico» che resiste oltre la morte, un cenno all’anima dark del romanzo di Emily Brontë. Sì perché — allerta spoiler — nel capolavoro che i più giovani ora si affannano a leggere (con risultati contrastanti, stando ai social) l‘amore non è sesso ma rovina, disperazione, morte e fantasmi che bussano alle finestre in una notte di tempesta chiedendo di entrare. 

Ma non perdiamo il filo: a simboleggiare la passione c’è anche il collier indossato da Margot Robbie per il debutto hollywoodiano del film. Il Taj Mahal Diamond regalato da Richard Burton a Elizabeth Taylor per i suoi 40 anni, è formato da un diamante taglio a cuore incastonato in giadeite bianca, oro e rubini. Sopra c’è un’incisione in lingua parsi che recita «l’amore è eterno»: e infatti Liz e Richard si sposeranno e lasceranno due volte ma, vuole la leggenda, continueranno ad amarsi. 

«Tutto questo sforzo per lo styling del press tour può significare solo una cosa: il film è tremendo», cinguetta qualcuno sui social, il che potrebbe essere probabile. Ma vogliamo cogliere il positivo: era da tempo che non vedevamo una sfilza di look di un tale livello e anche le ultime passerelle Haute couture ci rimandano un’immagine romantica ed estrema, tra piume, volumi e fantasie. È molto difficile che il film di Emerald Fennel sia all’altezza di uno dei capolavori della letteratura. Ma quando tutto manca, almeno sogneremo un po’.


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