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così la politica si spacca


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Caso Roggero, le reazioni politiche. «Mario Roggero non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato». Lo ha detto il governatore del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia, Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Cirio ha parlato poi dell’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la grazia al Quirinale: «La magistratura ha stabilito la colpevolezza e non si può sparare per strada, ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti. Roggero è un lavoratore esemplare, che si è trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella saprà comportarsi come un buon padre».

La grazia

«Questa vicenda dimostra come sia partita la rincorsa a destra sulla propaganda sulla sicurezza, nel tentativo anche di archiviare lo scivolone sulla legge elettorale.

Si sta utilizzando una vicenda giudiziaria per costruirci sopra una propaganda ignorando ogni tipo di procedura sulla grazia. Si alimenta uno scontro sulla giusizia senza farsi remore di attaccare una istituzione di garanzia come il presidente della Repubblica, è quello il bersaglio. Salvini si sta prestando a fare qualcosa di incompatibile con il ruolo di vicepresidente del Consiglio». Lo dice la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, a Sky Tg24.

 Il caso Roggero? «Questa è una politica stracciona, che prende un caso di cronaca e rincorre l’umore che può suscitare un evento. Legge e ordine non è che farsi giustizia da soli. E’ una discussione assurda. Vannacci è un vero fascista, io non uso questo termine a caso, non l’ho mai detto per Meloni. Ma Vannacci è un vero fascista, un fascista troglodita e volgare». Lo dice Carlo Calenda a Sky Tg24. «Io sono convinto che alle prossime politiche ci saranno 4 o 5 coalizioni: Vannacci, la destra, noi al centro, la sinistra e forse una coalizione Di Battista-D’Orsi, quelli insomma che con Vannacci fanno gli interessi di Putin. E sono convinto che il centro prenderà il doppio dei voti di Vannacci che si sta chiudendo in una novella versione di Casapound».

 «Io non penso ci sia rincorsa a Vannacci. Questi temi sono stati assunti dal centrodestra ben prima che Vannacci facesse il suo partito. Il tema della sicurezza, anche con la legittima difesa, sono priorità. Io sono un liberale ma se non c’è sicurezza non c’è neanche libertà». Lo dice il capogruppo di Fi alla Camera, Enrico Costa, a SkyTg24.

Antonio Tajani si è detto favorevole alla concessione della Grazia per Mario Roggero, il gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori in fuga dopo una rapina. In un’intervista al Messaggero, il vice premier e ministro degli Esteri ha affermato che Roggero «ha sbagliato, ed è colpevole per quello che ha fatto», ma ritiene che «vada perdonato, perché va anche capito quello che ha subito». Secondo Tajani, chi vede minacciata la propria famiglia «non reagisce in maniera razionale» e Roggero «non è una mente criminale». «Mi viene in mente Un borghese piccolo piccolo: il rimorso sarà la sua condanna peggiore», ha concluso.

GRATTERI

«Credo che queste polemiche siano politiche, nel senso che è chiaro che nel momento in cui c’è una sentenza definitiva della Corte di Cassazione e nel momento in cui le prove sono state acquisite, con molti video che documentano, bisogna accettare le leggi, il codice è quello, gli articoli sono quelli. Di grazia non si può parlare prima di andare in carcere. Ci vuole un percorso, bisogna dimostrare fattivamente il ravvedimento se c’è stato. Sono gli educatori poi all’interno del carcere che documenteranno la progressione, il cambiamento, il mutamento, anche psicologico del detenuto. Non possiamo continuare a fare i processi sui giornali o in televisione o nelle trasmissioni televisive». Così il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, intervistato dall’Adnkronos a Ponza, dove ieri sera è intervenuto nel corso di Ponza d’autore, la rassegna ideata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, spiega il suo punto di vista.

«Bisogna vedere le carte, l’iter è complesso». A dirlo in un colloquio con la Repubblica è il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando della grazia al gioielliere Mario Roggero. «Ho visto questo grande movimento, questa grande sensibilità, si tratta di un caso che ha senza dubbio scosso le coscienze degli italiani», aggiunge. Ma il titolare del Viminale spiega anche che «le grazie, come tutti i provvedimenti complessi, seguono delle regole e delle procedure molto stringenti». Quanto alle raccolte firme lanciate da Lega e Forza Italia per sostenere la richiesta di grazia o la scarcerazione del gioielliere, Piantedosi ricorda che non è «un cittadino normale, ahimé. Quindi — conclude — il problema non me lo pongo, ne ho già tanti altri».


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