Jannik Sinner ha dovuto faticare più del previsto per superare lo statunitense Eliot Spizzirri agli Australian Open 2026, lottando non solo contro l’avversario ma anche contro un caldo torrido e improvvisi crampi. A salvare il campione altoatesino è stata la nuova regola sulla tutela della salute, che ha permesso la sospensione del match per chiudere il tetto della Rod Laver Arena. Quegli otto minuti di pausa negli spogliatoi sono stati il punto di svolta: Sinner è rientrato in campo più lucido, riuscendo a gestire le energie e a chiudere la partita a suo favore.
Il sonno e il caldo
In conferenza stampa, il numero due del mondo ha svelato i dettagli di quei momenti concitati vissuti lontano dalle telecamere, spiegando di non aver ricevuto cure mediche particolari ma di essersi concentrato sul recupero fisico autonomo: «Cosa ho fatto per cercare di recuperare? Niente di che, ero solo. Non c’era nessun trattamento… non puoi fare trattamenti in quel lasso di tempo. Quindi stavo facendo stretching, mi sono sdraiato per 5 minuti cercando di sciogliere i muscoli».
L’obiettivo principale era abbassare la temperatura corporea per ritrovare l’equilibrio necessario a riprendere il gioco, senza però utilizzare il ghiaccio: «Ha funzionato molto bene, cercare di abbassare un po’ di più la temperatura corporea ed è tutto. Sai, non ci sono molte cose che puoi fare. Quel tempo è passato abbastanza velocemente ma mi ha aiutato sicuramente. Niente ghiaccio, c’era una stanza vicino al campo quando esci, c’è solo un lettino per i trattamenti ed è tutto».
I motivi
Nonostante la preparazione invernale svolta a Dubai proprio per abituarsi alle alte temperature, Jannik ha ammesso che il malessere fisico potrebbe essere stato causato da fattori esterni o da un riposo non ottimale, pur non avendo certezze assolute sulle cause scatenanti: «È la seconda volta di fila che andiamo a Dubai per un motivo, anche per le condizioni climatiche. Quest’anno non era così caldo come l’anno scorso. Sento che a volte non ci sono vere spiegazioni. Questa notte non ho dormito come volevo e la qualità del sonno non è stata perfetta. Forse è stato questo, forse no. Indipendentemente da ciò, cerco di essere nella migliore forma possibile ogni giorno, il recupero… tutto sta andando nella giusta direzione e questo può succedere. Conosco il mio corpo un po’ meglio adesso e spero che passi via lentamente. Oggi grazie alla regola che mi ha aiutato, ce l’ho fatta e ho avuto anche i 10 minuti dopo il terzo set. Provo ad avere un buon equilibrio e trovare il modo giusto di giocare contro di lui, cosa che mi ha aiutato oggi. Sicuramente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this