Negli ultimi anni, le app che trasformano lo smartphone in strumenti sorprendenti si sono moltiplicate. Tra queste, quelle che trasformano il telefono in un metal detector hanno catturato la curiosità di molti. Ma è davvero possibile? E, soprattutto, quanto è affidabile questa funzione?
La risposta è sì, ma con limitazioni. Gli smartphone moderni sono dotati di una serie di sensori nascosti: dall’accelerometro alla bussola digitale, dal barometro al giroscopio. Tra questi, il magnetometro è quello che permette al telefono di rilevare la presenza di metalli ferromagnetici. È lo stesso sensore che consente alle app di navigazione di capire in che direzione ci si trova, rilevando il campo magnetico terrestre.
In pratica, quando un oggetto metallico si avvicina al telefono, il magnetometro registra una variazione rispetto al campo terrestre di base. App dedicate, come Metal Detector, Smart Metal Detector o Physics Toolbox, leggono questi dati e li mostrano sotto forma di numeri o grafici. Alcune app vibrano o emettono un segnale sonoro quando rilevano un picco, simulando il comportamento di un vero metal detector.
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Le differenze con i veri metal detector
Tuttavia, ci sono differenze sostanziali rispetto a un metal detector professionale.
Questi ultimi non si limitano a rilevare variazioni magnetiche: emergono e interpretano la risposta di impulsi elettromagnetici inviati al terreno, permettendo di localizzare oggetti anche non ferromagnetici, come oro o alluminio. Il magnetometro di uno smartphone, invece, funziona in modo passivo, leggendo solo variazioni locali del campo magnetico terrestre. Questo significa che piccoli oggetti metallici, o quelli non magnetici, spesso sfuggono al rilevamento. La portata è inoltre limitata a pochi centimetri, e interferenze da dispositivi elettronici vicini o custodie con magneti possono falsare le letture.
Nonostante questi limiti, usare lo smartphone come metal detector può essere un esperimento curioso e divertente. Applicazioni come Physics Toolbox permettono di visualizzare i dati su grafici dettagliati, rendendo evidente quando un oggetto magnetico è vicino al telefono. È un modo per “giocare” con i sensori nascosti nel dispositivo e comprendere come funziona la tecnologia che usiamo ogni giorno.
In sintesi, il tuo smartphone può rilevare metallo, ma non sostituirà mai un metal detector professionale. È uno strumento utile per curiosità, esperimenti domestici o rilevamenti molto semplici, ma non per ricerche serie di metalli preziosi o sepolti. Rimane, però, una dimostrazione affascinante di quanto la tecnologia quotidiana sia più potente di quanto spesso ci rendiamo conto.
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Come usare il tuo smartphone-metal detector
Se ti stai chiedendo a cosa serve davvero questa funzione, la risposta è: più a scopo didattico e curioso che professionale. Ecco alcune idee pratiche:
- Trovare oggetti metallici vicini: un chiodo caduto dietro al divano, una graffetta persa sotto la scrivania o un piccolo oggetto di ferro smarrito in casa possono essere individuati facilmente.
- Esperimenti scientifici in casa: capire come funzionano i campi magnetici, osservare l’effetto di magneti, altoparlanti o elettronica domestica sulle letture del sensore, e imparare a leggere grafici e numeri in tempo reale.
- Verifica di magneti nascosti: molte custodie per smartphone, altoparlanti o porte contengono magneti che possono interferire con il telefono; con il magnetometro puoi individuarli senza strumenti aggiuntivi.
- Giocare con la tecnologia: app come Physics Toolbox mostrano in tempo reale le variazioni del campo magnetico su grafici colorati, trasformando un semplice esperimento in un piccolo laboratorio interattivo.
Importante: non aspettarti di rilevare oro, argento o altri metalli non magnetici, né di sostituire un metal detector professionale per ricerche serie o scavi. L’utilità del telefono è limitata a oggetti ferrosi e vicini, ma può comunque trasformarsi in uno strumento sorprendentemente divertente e educativo.
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