28.10.2026
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«Chiara Poggi scoprì un giro di cocaina». Roberta Bruzzone e l’ipotesi della spedizione punitiva di Sempio con le Cappa e il fratello Marco


A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, nuove polemiche sono nate dopo le dichiarazioni della criminologa Roberta Bruzzone, che durante la trasmissione Quarto Grado ha rivelato di essere in possesso di alcuni audio contenenti una ricostruzione alternativa dell’omicidio. 

Secondo quanto riferito in tv, nei vocali – ricevuti da giornalisti e altre persone che avrebbero un ruolo nella vicenda – si parla di una presunta pista legata alla droga. In particolare, l’ipotesi raccontata negli audio sostiene che Chiara Poggi avrebbe scoperto un giro di cocaina che coinvolgerebbe alcune persone a lei vicine.

L’ipotesi raccontata negli audio

La teoria riportata dalla criminologa – che lei stessa ha definito “delirante” – ipotizza che Chiara avrebbe scoperto l’uso di cocaina da parte di Andrea Sempio, Stefania Cappa e altri amici, oltre al fratello Marco Poggi. Secondo questa ricostruzione, la giovane avrebbe segnalato la situazione allo zio Ermanno Cappa, che a sua volta avrebbe informato Stefania Cappa. Da qui sarebbe nata l’idea di una spedizione punitiva contro Chiara Poggi, organizzata da più persone e poi sfociata nell’omicidio. Un racconto che, sempre secondo quanto riportato negli audio, coinvolgerebbe anche Michele Bertani, amico del gruppo morto suicida anni dopo.

La posizione di Bruzzone

Roberta Bruzzone ha chiarito più volte di non condividere questa ricostruzione e di averla citata solo perché contenuta nei file audio ricevuti. La criminologa ha spiegato che i vocali proverrebbero da persone che non sono semplici commentatori dei social, ma soggetti che in qualche modo gravitano attorno alla vicenda.

Proprio per la gravità delle accuse contenute nei messaggi, ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto alla magistratura di Milano e di consegnare tutto agli investigatori. L’obiettivo, ha detto, è permettere verifiche ufficiali su chi diffonde queste ricostruzioni.

La teoria della droga non è una pista investigativa

Nonostante il clamore mediatico, questa ipotesi non risulta essere una pista su cui sta lavorando la Procura di Pavia. La cosiddetta “pista della cocaina” circola da tempo in alcune ricostruzioni alternative del delitto di Garlasco, soprattutto online, ma non esistono al momento elementi investigativi concreti che la sostengano.

Il punto sulle indagini

Intanto la nuova indagine della Procura di Pavia si avvicina a una fase decisiva. Nei giorni scorsi è stata depositata la BPA della professoressa Cristina Cattaneo, mentre è attesa anche la relazione sui computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato in via definitiva per l’omicidio. Proprio la difesa di Stasi ha depositato una nuova consulenza informatica sul suo computer. Secondo gli esperti della difesa, alcuni accessi registrati nel sistema operativo Windows XP sarebbero stati interpretati erroneamente come attività umane. 

In particolare, la traccia relativa alla cosiddetta “cartella militare” – che in passato aveva alimentato dubbi su cosa fosse accaduto sul pc la sera del 12 agosto 2007 – sarebbe in realtà un evento generato automaticamente dal sistema operativo. La consulenza sostiene inoltre che Chiara, quella sera, stava lavorando alla tesi universitaria di Alberto Stasi, correggendo e aggiungendo parti del testo. Un elemento che, secondo la difesa, confermerebbe un rapporto sereno tra i due alla vigilia del delitto.


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