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Si registra un netto taglio dei prezzi dei carburanti in Slovenia, dove a partire dalla mezzanotte di martedì 23 giugno, sono scattati i nuovi listini calmierati sulla rete stradale nazionale. Il governo di Lubiana ha approvato l’attesa revisione periodica, introducendo riduzioni significative che alleggeriscono la spesa degli automobilisti sia per la benzina che per il diesel e il gasolio da riscaldamento. Secondo le prime analisi dei mercati, questa decisa flessione dei costi a livello locale è stata favorita anche da fattori geopolitici globali, tra cui il recente allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
La riduzione dei prezzi
L’intervento governativo ha l’effetto immediato di riportare le tariffe ai livelli più bassi registrati dallo scorso 10 marzo. Chi si reca a fare rifornimento troverà la benzina super a novantacinque ottani in calo di sei virgola due centesimi, con il prezzo finale che si attesta precisamente a 1,530 euro al litro rispetto ai precedenti 1,592 euro. La riduzione risulta ancora più marcata per il gasolio per autotrazione, che subisce un ribasso di ben undici virgola uno centesimi, scendendo a 1,607 euro al litro.
Anche i costi legati alle utenze domestiche traggono beneficio dalla manovra, dato che il gasolio da riscaldamento diminuisce di undici virgola otto centesimi, fissandosi a 1,200 euro al litro.
Regole e risparmio
Queste tariffe agevolate non vengono applicate sull’intera rete nazionale, ma restano limitate alle stazioni di servizio situate al di fuori delle autostrade e delle superstrade, dove i margini di guadagno delle compagnie petrolifere rimangono invece completamente liberalizzati. Per comprendere l’impatto pratico della misura sulla vita quotidiana dei cittadini e dei molti automobilisti transfrontalieri, basti pensare che un pieno standard di benzina da cinquanta litri viene a costare da oggi esattamente 76,50 euro.
La decisione
Il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia sloveno ha voluto rimarcare l’efficacia del proprio meccanismo di regolamentazione. In base alle simulazioni ufficiali diffuse dai tecnici governativi, se lo Stato non fosse intervenuto a calmierare il mercato con l’accisa fissa a 0,41759 euro al litro, il prezzo della benzina a novantacinque ottani avrebbe sfiorato quota 1,633 euro al litro. I prezzi massimi al dettaglio continuano a essere determinati sulla base di una precisa metodologia scientifica che monitora costantemente l’andamento dei prodotti petroliferi sui mercati mondiali e le oscillazioni del tasso di cambio tra euro e dollaro statunitense, calcolando i valori finali attraverso una media mobile a sette giorni dei prodotti minerali derivati.
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