28.10.2026
12 Street, Rome City, Italy
Science

Calamari volanti al neon in formazione sopra l’oceano: «Come un’invasione aliena»


I calamari oceanici volano. No, non è la solita chiacchiera sentita in chissà quale bettola di un porto dimenticato da Dio. Ad affermarlo, infatti, è uno studio scientifico che fa seguito ad alcune immagini riprese da un team di ricercatori giapponesi, alcuni anni fa.

«A bordo di una nave che effettuava ricerche nel Pacifico, è spiegato nella introduzione dello studio pubblicato su Springer nella sezione Natura, un gruppo di ricercatori giapponesi era riuscito a documentare qualcosa che, fino ad allora, era stato soltanto visto e raccontato».

Il fenomeno dei calamari volanti

Il singolare fenomeno dei calamari «volanti», almeno fino al 2010, era stato osservato quasi soltanto per caso, solo dai marinai. Poi, finalmente, le immagini. Se, infatti, buona parte degli studi si basa su fatti e prove aneddotiche, stavolta, sarebbe stata tutta un’altra storia. Grazie alle fotografie riprese nel Pacifico nord-occidentale, a circa 370 miglia da Tokyo, quel 25 luglio del 2011, si sarebbe potuto analizzare il comportamento tenuto in volo da alcuni giovani calamari che nuotarono e volarono, vicino alla barca per diversi metri.

Così, come anche documentato dalle recenti illustrazioni pubblicate dallo studio, è stato possibile spiegare tutte le fasi di quello che è stato definito come un vero e proprio volo. I calamari (Ommastrephidae) stando a quanto osservato, non si lanciano infatti, fuori dall’acqua come si trattasse di una semplice planata.

Le fasi del volo

Sono state evidenziate ben quattro fasi che costituiscono il volo: il decollo, la propulsione a getto, la planata poi, l’immersione. «È probabile, si trattasse degli splendidi calamari volanti neon (Ommastraphes bartramii) una specie che è parte di una famiglia di ben 20 calamari volanti e nota per la propria capacità di saltare fuori dall’acqua», spiega lo studio diretto, tra gli altri, da William Gilly, biologo della Stanford University. «Il calamaro volante neon è infatti in grado di volare grazie ad un organo muscolare chiamato iponimo.

A forma di imbuto, è in grado di espellere getti d’acqua, spingendo così il corpo, sia dentro che fuori dall’acqua. Da lì, la successiva e spettacolare planata». Lunghi fino a mezzo metro, i calamari neon sono stati visti radunarsi in superficie in gran numero.

Le cause

Due, le principali motivazioni: caccia e nutrimento, sono ghiotti di pesciolini e crostacei, e la fuga che li vede scattare pressoché all’unisono, se inseguiti da uno squalo. La foga che mettono nel volo, ormai osservata in diversi angoli del pianeta, talvolta li spinge ad atterrare addirittura sul ponte delle imbarcazioni, come in diverse occasioni capitato anche al sottoscritto.

«Ci vuole fortuna», ha sottolineato Gilly che è riuscito a marcare un calamaro di Humboldt, il più grande tra i calamari volanti, riuscendo a seguirlo per diversi metri mentre era inseguito dai leoni marini. «Nuotava alla folle velocità di quasi 40 chilometri orari, 10 metri al secondo». Migratori, i calamari volanti vivono in tutti e tre gli oceani del pianeta. Capaci persino di mirabolanti forme di mimetismo, abilissimi nuotatori, sono poi, dotati di intelligenza certamente fuori dal comune.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]