«Tenere la barra dritta» ed «evitare allarmismi». Questa la ricetta di Regina Corradini D’Arienzo, ospite del Forum in masseria di Bruno Vespa e Comin&Partners, all’indomani della decisione della Suprema Corte Usa.
Regina Corradini D’Arienzo, ad di Simest, come dice Panetta, i dazi finora sono stati pagati soprattutto dall’economia Usa, o hanno fatto più male all’Europa e all’Italia?
«Io posso dare il punto di vista degli esportatori, partendo dai dati. Nel 2025 le imprese italiane sono riuscite a reggere la competizione con gli altri Stati, pure loro soggetti a dazi, come testimonia il +7,2% dell’export verso gli Usa. Nonostante l’incertezza dei primi mesi, le imprese hanno saputo affrontare il nuovo scenario e il Made in Italy continua ad essere scelto. Conta quindi tenere la barra dritta e favorire investimenti continuativi in competitività internazionale».
Che atteggiamento adotterete di fronte alla sentenza della Suprema corte americana?
«Servono calma e responsabilità. Bisogna fare attenzione a che questi sviluppi non creino un clima di allarmismo che rappresenti un freno come dicevo agli investimenti. Come Simest — in coordinamento con CDP e sotto la regia della Farnesina — abbiamo messo a punto una misura ad hoc di finanza agevolata, volta al sostegno degli imprenditori che hanno interessi negli Usa: abbiamo aumentato la quota di anticipo — arriviamo fino al 50% — e allungato il periodo del finanziamento fino a 8 anni. Uno strumento in più, reso disponibile dal Sistema Italia, per aiutare le imprese ad affrontare questa sfida. Le opportunità di investimenti diretti negli Stati Uniti sono molteplici e la lista di aziende che stanno rispondendo a questa possibilità si va arricchendo e noi come Simest vogliamo essere loro partner».
Ci sono dei settori che vanno maggiormente attenzionati?
«Cito un comparto su cui rappresentiamo un’eccellenza: l’Italia è un grandissimo esportatore di macchinari e apparecchiature elettriche ed elettroniche in vari mercati ed in particolare verso l’America Latina, gli Stati Uniti e l’Asia. Ma in questo ambito, dazi a parte, c’è un altro aspetto che deve creare attenzione: esistono player internazionali che concedono tempi più lunghi per il pagamento: un aspetto importante in paesi dove i tassi sono alti o ci sono punti di attenzione sull’accesso al credito. Anche in questo ambito noi, a livello di Sistema Italia, ci siamo messi all’opera. Oggi anche un’impresa italiana può concedere tempi lunghi di pagamento: Sace garantisce il rischio e Simest praticamente azzera il tasso d’interesse. Strumenti come questo favoriscono la competitività».
Tajani riunirà il tavolo sui dazi. Ci sarà un coordinamento con le agenzie di Stato?
«Il ministro Tajani ha sempre lavorato in una logica di coordinamento. Il Piano d’Azione della Farnesina ha un leitmotiv: quello di prevedere un’azione sistemica coordinata. Ognuno di noi, come agenzie del Sistema Italia — CDP, SIMEST, SACE e ICE — fa un pezzo importante, chi dalla parte privata chi pubblica, ma insieme cerchiamo soluzioni, come successo per esempio per l’alluvione del mese scorso. Il movimento di coordinamento, anche in collegamento con gli ambasciatori e le camere di commercio, esiste costantemente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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