La Commissione europea prepara una revisione delle regole bancarie con l’obiettivo di rafforzare la competitività del settore, favorire il consolidamento del mercato e rendere più efficiente la gestione del capitale nei gruppi transfrontalieri. È quanto emerge dall’ultima bozza della comunicazione sulla competitività del settore bancario, visionata dall’Ansa e attesa oggi all’esame del Collegio dei commissari. Il testo è ancora suscettibile di modifiche e riflette un confronto interno aperto su alcuni dei dossier più delicati dell’Unione bancaria.
Il piano prevede un alleggerimento di alcuni requisiti patrimoniali, una revisione delle regole di Basilea e misure per facilitare il credito a famiglie e imprese. Ma affronta anche questioni politiche rimaste irrisolte per anni, come i veti nazionali alle fusioni bancarie, l’eccessiva concentrazione dei titoli di Stato nei bilanci degli istituti e il completamento dell’Unione bancaria con un nuovo meccanismo di sostegno ai fondi nazionali di garanzia dei depositi, destinato a sostituire la proposta Edis, ferma dal 2015.
Tra gli interventi più immediati figura l’eliminazione del requisito patrimoniale di secondo pilastro collegato al coefficiente di leva. Non viene abolito il Pillar 2, che consente alla Bce di imporre capitale aggiuntivo in presenza di rischi specifici, ma soltanto una sua componente. L’obiettivo è rendere il sistema meno avverso al rischio, preservando però la resilienza costruita dopo la crisi finanziaria.
Uno dei punti centrali riguarda il mercato unico. Bruxelles vuole consentire ai gruppi bancari di spostare con maggiore libertà capitale e liquidità tra capogruppo e controllate nei diversi Paesi dell’Unione, anche nelle fasi di tensione. Secondo una stima della Bce riportata nella bozza, l’allentamento di alcuni vincoli potrebbe liberare circa 230 miliardi di euro di attività liquide di alta qualità, risorse che potrebbero essere redistribuite con maggiore efficienza all’interno dei gruppi. La Commissione alza inoltre il tono contro gli ostacoli posti dagli Stati alle operazioni di consolidamento. Gli interventi nazionali «ingiustificati», si legge nel documento, frenano troppo spesso fusioni e acquisizioni, tanto che Bruxelles annuncia il possibile ricorso agli strumenti di enforcement nei confronti dei Paesi che violino i principi della libera circolazione dei capitali e della libertà di stabilimento.
Il rischio sovrano
Resta aperto anche il dossier delle esposizioni ai titoli di Stato. La Commissione promette nuove misure per ridurre il rischio derivante da un’eccessiva concentrazione di debito sovrano nei portafogli bancari, senza precisare se attraverso limiti, requisiti patrimoniali aggiuntivi o incentivi alla diversificazione. La revisione comprenderà inoltre modifiche all’output floor di Basilea, interventi sui requisiti Mrel e misure per favorire il credito alle Pmi senza rating, ai mutui e agli investimenti in infrastrutture ed energia. Per le banche più piccole è invece prevista una semplificazione degli adempimenti. Le proposte legislative dovrebbero arrivare entro il primo trimestre del 2027.
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