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Axa, nuovo piano al 2029, utili in crescita fino al 9%


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Axa alza il sipario sul nuovo piano triennale al 2029. Un’orizzonte temporale nel quale il gruppo assicurativo attende utili in crescita tra il 7% e il 9%. «Siamo fiduciosi di creare valore a lungo termine per i nostri azionisti», ha spiegato l’amministratore delegato, Thomas Buberl. Axa prevede di girare ai soci il 75% degli utili, percentuale a sua volta spezzettata in un 60% in dividendo e nel restante 15% tramite il riacquisto di azioni proprie.

La compagnia prevede un rendimento operativo del capitale proprio (Roe) compreso tra il 15% e il 17%, oltre alla generazione di 25 miliardi di euro di flusso di cassa operativo nell’arco del periodo. Le previsioni per l’anno in corso indicano uno scenario più moderato con una crescita degli utili tra il 6% e l’8% e un Roe tra il 14% e il 16%.

Un focus del nuovo piano è dedicato all’adozione delle nuove tecnologie. Sarà quindi consistente dei profitti arriverà dall’introduzione dell’intelligenza artificiale. L’adozione di strumenti IA in tutta la catena di valore dovrebbe generare profitti ricorrenti stimati tra 500 e 700 milioni di euro alla fine del piano. La nuova tecnologia, ha sottolineato il piano, «rappresenta un vantaggio competitivo, e tale vantaggio si rafforza con l’aumento dei dati».

Il piano, intitolato Growing Forward sarà articolato secondo tre leve strategiche: ampliare il mercato potenziale, rafforzare l’automazione e l’uso delle nuove tecnologie, proseguire «la sofisticazione della tariffazione, della sottoscrizione delle polizze e della gestione dei sinistri».

Buberl, a colloquio con gli analisti nel corso della conference call di presentazione del piano, ha mostrato cautela rispetto a eventuali acquisizioni.

Il piano, ha ribadito il manager, «si basa in larga misura sulla crescita organica, che rappresenta il nostro obiettivo principale».

Nel caso il gruppo dovesse individuare opportunità, le operazioni saranno «certamente valutate», ma «dovranno inserirsi nel quadro dello sviluppo del book value», ha aggiunto ancora il ceo.

Book value per azione che da piano dovrebbe mantenere una crescita annua attorno al 15%. «Se dovessimo trovare obiettivi di acquisizione con multipli leggermente più elevati, dovranno esserci sinergie che ne giustifichino il costo», ha spiegato ancora il manager, «La disciplina che abbiamo messo in atto nel corso di molti anni rimarrà in vigore. Non abbiamo lottato così duramente per qualcosa per poi rinunciarvi da un giorno all’altro».

Il gruppo intende inoltre mantenere un solido indice di solvibilità Solvency II, sostenuto da una generazione di capitale operativo normalizzato compresa tra 25 e 30 punti annui e da una bassa sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse e a scenari di stress severo.

Quanto al futuro della joint venture con il Monte dei Paschi di Siena in scadenza a ottobre del prossimo anno la risposta agli analisti è stata che al momento «è prematuro parlarne».


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