Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Ue ed esponente Pd, l’arresto di Hannoun dimostra che l’infiltrazione di Hamas è più strutturata di quanto si pensasse, anche in Italia?
«Sì, dimostra esattamente questo. E purtroppo lo dimostra con ritardo. Nel 2021 presentai un’interrogazione alla Commissione europea sulle attività di Mohammed Hannoun e sul suo network associativo, segnalando il rischio concreto che strutture apparentemente umanitarie fossero in realtà veicolo di finanziamento e propaganda di Hamas. Oggi i fatti confermano che il problema è stato sottovalutato, e questa sottovalutazione ha avuto conseguenze».
Servono più controlli sulle associazioni pro-Pal?
«Le leggi e gli strumenti di controllo esistono già, così come esiste una grande competenza nelle nostre forze dell’ordine e nei servizi di intelligence. Il punto critico non è normativo, ma politico e culturale. È mancata, in alcuni ambienti, la consapevolezza che il terrorismo jihadista utilizza persino la buona fede delle persone. Senza questa consapevolezza, nessuna legge è davvero efficace».
Diversi esponenti politici del centrosinistra, dal Pd al M5S fino ad Avs, avevano partecipato a iniziative con Hannoun. C’è stata una sottovalutazione da parte loro?
«Io credo che le avvisaglie fossero evidenti da tempo. Sanzioni internazionali, provvedimenti amministrativi, un antisemitismo dichiarato e mai nascosto. Di fronte a tutto questo, continuare a frequentare e legittimare certe figure è stato almeno un errore politico grave. Ognuno dovrebbe interrogarsi seriamente sulle proprie responsabilità».
Il M5S ha atteso a lungo prima di commentare, mentre nel Pd si parla di una “strumentalizzazione” dell’inchiesta da parte del centrodestra. Condivide questa lettura? Schlein e Conte dovevano intervenire in prima persona?
«Gli arresti e l’inchiesta della Procura di Genova rappresentano uno spartiacque nel contrasto al terrorismo in Italia. Ridurre tutto a una polemica politica sarebbe sbagliato e dannoso. Chi ha manifestato in buona fede per due popoli e due Stati, chi ha donato pensando di aiutare civili innocenti, è stato ingannato da un emissario di Hamas. Questo va detto con chiarezza. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva e una riflessione seria su come evitare che cattivi maestri orientino il dibattito pubblico».
Il ministro Calderoli chiede più controlli su imam e moschee. È necessaria una nuova stretta contro il rischio di infiltrazioni terroristiche?
«Non credo servano nuove strette generalizzate. Il nostro ordinamento già consente di intervenire in modo mirato ed efficace. Il rischio è scivolare in scorciatoie che alimentano stigma e semplificazioni. La vera sfida è politica: riconoscere che siamo di fronte a una pluralità di attacchi alla democrazia, che vanno dal terrorismo alla disinformazione, e affrontarli in modo sistemico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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