28.10.2026
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Technology

arrivano Dots, gli agenti IA che lavorano anche quando non li usiamo


ChatGPT compie un salto oltre il classico chatbot. Non si limita più a rispondere alle domande o eseguire un compito su richiesta: ora può continuare a operare anche quando l’utente non è davanti allo schermo. Questa è la direzione tracciata da OpenAI, annunciata durante il DevDay 2026 di San Francisco. Nel corso dell’evento, sono state presentate oltre 20 novità tra nuovi modelli di intelligenza artificiale, agenti autonomi e strumenti pensati per sviluppatori e aziende.

I Dots di OpenAI: cosa sono e come funzionano

La novità più importante si chiama Dots: agenti IA basati su GPT-6 Astra, ognuno dotato di un proprio computer nel cloud, capaci di lavorare in autonomia nelle attività assegnate dall’utente. Possono utilizzare le applicazioni a cui è stato concesso accesso, seguire progetti, compiere azioni e richiedere attenzione solo quando necessario. L’obiettivo è trasformare ChatGPT da semplice sistema domanda-risposta a piattaforma in grado di gestire processi complessi nell’arco del tempo.

Un Dot riceve obiettivi, accumula contesto e mantiene le attività tra una conversazione e l’altra, affrontando compiti articolati e rimandando all’utente solo le decisioni cruciali. Ogni agente agisce in un ambiente cloud dedicato e si integra con le applicazioni collegate tramite plugin.

Rispetto al ChatGPT tradizionale, Dots elimina la necessità continua della presenza dell’utente: può portare avanti incarichi in modo indipendente.

Tale approccio si inserisce nella corsa delle big tech verso agenti IA sempre più autonomi. Reuters sottolinea come Dots rafforzi la posizione di OpenAI nel mercato enterprise, ponendola in diretta concorrenza con Meta, che sviluppa l’agente Muse.

Dots è accessibile per utenti Business Premium nelle aree supportate. Per utenti Pro, la distribuzione avviene gradualmente e al momento restano escluse Italia, Svizzera, Regno Unito e l’intero Spazio Economico Europeo.

Autonomia e controllo: la sfida sicurezza

L’autonomia crescente degli agenti IA solleva interrogativi sul controllo. Più servizi e strumenti sono accessibili senza intervento diretto, maggiore importanza assumono i limiti fissati dagli utenti e i sistemi di verifica.

La questione è particolarmente attuale: al lancio di Dots, l’attenzione globale sulla sicurezza degli agenti autonomi è alta. L’Associated Press ricorda che OpenAI ha bloccato un modello avanzato dopo che test interni avevano rivelato criticità sulla sicurezza.

OpenAI implementa diversi livelli di protezione con Dots: l’utente può scegliere le app autorizzate e impostare vincoli, come bloccare l’invio autonomo di email. Per azioni sensibili, sono previsti controlli e richieste di autorizzazione.

I test interni di OpenAI hanno simulato attacchi come istruzioni nascoste, finti colleghi e servizi esterni, portando a rafforzare la gestione delle informazioni delicate. Tuttavia, permangono vulnerabilità conosciute sulle quali l’azienda dichiara di voler continuare a intervenire.

Sean McLellan, architetto software e fondatore di BaristaLabs, suggerisce alle aziende un «approccio prudente»: iniziare collegando agenti solo a fonti limitate e non sensibili, verificare le capacità e solo successivamente ampliare l’accesso a dati critici.

ChatGPT Space: collaborazione tra persone e IA

Fra le novità del DevDay c’è anche ChatGPT Space, un ambiente cooperativo in cui colleghi, ChatGPT e Dots lavorano insieme condividendo informazioni e materiali. Tutti i dati generati o caricati possono essere raccolti nello stesso spazio, evitando di ricostruire ogni volta il contesto dei progetti.

Questo segna un cambio di strategia per OpenAI: ChatGPT mira a diventare non più solo un assistente, ma un ambiente di lavoro digitale completo.

Nuovi modelli e strumenti: GPT-6.1 Sol e l’integrazione totale dell’account

Il DevDay è stato il palcoscenico per il lancio di GPT-6.1 Sol, evoluzione di GPT-6 Sol disegnata per attività professionali complesse e automazione delle operazioni. Secondo OpenAI, GPT-6.1 Sol raggiunge performance vicine a GPT-6 Astra in questi settori, ma con prezzi nettamente inferiori: 2 dollari per milione di token input e 10 dollari per milione output.

La sfida non è solo la potenza, ma abbattere i costi delle operazioni ripetitive, cruciali per gli agenti IA che lavorano su grandi volumi di dati.

L’account ChatGPT si estende anche a strumenti di terze parti: con Sign in with ChatGPT si potrà usare la stessa identità anche su servizi esterni, semplificando l’accesso all’ecosistema IA e minimizzando configurazioni multiple.

I plugin diventano applicazioni, ChatGPT si trasforma

I plugin di ChatGPT ora permettono di creare vere applicazioni: gli sviluppatori possono integrare tool avanzati direttamente nell’interfaccia, in Codex o nella barra laterale. Diventano pannelli interattivi accanto alle conversazioni o visualizzatori per file specialistici.

Il filo conduttore dell’evento è chiaro: OpenAI non intende più limitarsi allo spazio della conversazione, ma trasformare ChatGPT in una piattaforma digitale dove persone, IA e applicazioni collaborano senza soluzione di continuità.

«La vera sfida aspetta però fuori dalle presentazioni». Gli agenti sempre attivi promettono una drastica riduzione delle operazioni che richiedono la presenza dell’utente; tuttavia, la loro capacità di ricordare, interagire con servizi esterni e prendere iniziative autonome rende centrali i temi di controllo, privacy, sicurezza e affidabilità.

Il futuro di ChatGPT si gioca sul confine tra autonomia tecnologica e fiducia umana: quanto siamo pronti a delegare all’intelligenza artificiale, anche quando lavoriamo senza accorgercene?

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