Verrebbe da dire, citando lo show di Stefano De Martino (prossimo, si dice, a prendere il posto di Carlo Conti): Sanremo tutto è possibile. Quella delle cover e dei duetti è da tradizione la serata del Festival di Sanremo in cui la kermesse diventa una sorta di spettacolo totale, in cui vale tutto: scelte che fanno discutere, azzardi, provocazioni, momenti karaoke e altri da sagra di paese. Anche quest’anno non deluderà.
Le esibizioni
Dalle Bambole di Pezza che hanno scelto Cristina D’Avena per cantare «Occhi di gatto» a Elettra Lamborghini che ha tirato fuori dall’oblio del pop internazionale le Las Ketchup per un remake del tormentone del 2002 «Aserejé»: l’improbabilità sembra essere il filo conduttore delle esibizioni che vedremo — e ascolteremo — questa sera. Dargen D’Amico riuscirà nell’impresa di far incontrare Pupo e il trombettista jazz Fabrizio Bosso per una nuova versione di «Su di noi». Ditonellapiaga condividerà il palco con il controverso fenomeno Tony Pitony per «The Lady Is a Tramp». Spiazza anche la scelta di Luché di rivisitare «Falco a metà» di Gianluca Grignani insieme al rocker, che si ritroverà così faccia a faccia con Laura Pausini, co-conduttrice del Festival, dopo la lite per la cover di «La mia storia tra le dita». Francesco Renga canterà «Ragazzo solo, ragazza sola» insieme a Giusy Ferreri: è la versione in italiano di «Space Oddity» che David Bowie incise nel 1970, con testo di Mogol. Molti non saranno veri duetti. Samurai Jay per «Baila Morena» di Zucchero si farà accompagnare da Belén Rodriguez e Roy Paci. Fulminacci riproporrà «Parole parole» di Mina e Alberto Lupo insieme a Francesca Fagnani, mentre Malika Ayane canterà «Mi sei scoppiato dentro il cuore» di Mina affiancata da Claudio Santamaria. Con Patty Pravo ci sarà il primo ballerino della Scala, il lettone Timofej Andrijashenko, per una performance sulle note di «Ti lascio una canzone», omaggio a Ornella Vanoni. Ermal Meta canterà «Golden Hour» di Jvke accompagnato da Dardust. Fedez e Marco Masini rivisiteranno «Meravigliosa creatura» di Gianna Nannini insieme al violoncellista croato Stjepan Hauser. J-Ax omaggerà Cochi e Renato con «E la vita, la vita» insieme a Cochi, Paolo Jannacci, Ale e Franz e Paolo Rossi, Lda & Aka7even canteranno «Andamento lento» accompagnati da Tullio De Piscopo. Alfa accompagnerà Enrico Nigiotti su «En e Xanax» di Samuele Bersani. Con Arisa per «Quello che le donne non dicono» ci sarà il Coro del Teatro Regio di Parma: Fiorella Mannoia era stata già «prenotata» da Michele Bravi per «Domani è un altro giorno», altro omaggio a Vanoni. Jimmy Fontana sarà ricordato da Maria Antonietta e Colombre e Brunori Sas con «Il mondo». Fabrizio De Andrè da Nayt e Joan Thiele con «La canzone dell’amore perduto». Lucio Dalla da Tommaso Paradiso e gli Stadio con «L’ultima luna» e da Tredici Pietro con «Vita», omaggio anche al papà Gianni, insieme a Galeffi e Fudasca. Leo Gassmann canterà «Era già tutto previsto» di Riccardo Cocciante con Aiello, Eddie Brock «Portami via» con Fabrizio Moro, Levante «I maschi» di Gianna Nannini con Gaia, Mara Sattei «L’ultimo bacio» di Carmen Consoli con Mecna, Sal Da Vinci «Cinque giorni» con Michele Zarrillo, Chiello — dopo aver rinunciato a Morgan — sarà accompagnato al pianoforte da Saverio Cigarini per «Mi sono innamorato di te» di Luigi Tenco. Interessantissime, sulla carta, le scelte di Sayf e Serena Brancale. Il primo canterà «Hit the Road Jack» di Ray Charles insieme ad Alex Britti e Mario Biondi. La cantautrice pugliese, invece, canterà «Besame Mucho» con la star della black music Gregory Porter e la rivelazione di X Factor Delia.
Il voto
Le esibizioni saranno votate dal pubblico con il televoto, dalla sala stampa e dalle radio, con un peso del 34, 33 e 33% e l’artista più votato vincerà la serata delle cover. I voti, a differenza di quelli delle altre serate, non andranno a influire sulla classifica finale del Festival. Il senso della serata, in fondo, sta tutto nel titolo di «The Riddle» di Nik Kershav, che sarà riproposta da Raf insieme ai The Kolors. Tradotto in italiano è: «L’enigma».
Elettra Lamborghini con le Las Ketchup — «Aserejé» (3)
Elettra Lamborghini
La twerking Queen riesuma il trio spagnolo, con tanto di balletto anticipatore di TikTok. È la locura
Eddie Brock con Fabrizio Moro — «Portami via» (7)

Eddie Brock
Un duetto tra maschi alfa che sa di carbonara, sull’asse Aurelio-San Basilio
Mara Sattei con Mecna — «L’ultimo bacio» (4)

Ci vuole personalità per interpretare un brano del genere. Manca sia alla cantante romana, evidentemente mal consigliata, che al rapper.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko — «Ti lascio una canzone» (6)

A proposito di personalità. La diva veneziana ne ha in abbondanza. Qui condivide il palco con il primo ballerino della Scala per ricordare l’amica Ornella Vanoni, sulle note del brano firmato da Gino Paoli. Forse un filo museale.
Levante con Gaia — «I maschi» (4)

Vedi alla voce Mara Sattei. Qui la personalità necessaria per cantare Gianna Nannini ce l’ha solo Levante. Gaia ci prova, ma non è il suo. Insieme riducono un pezzo iconico in una sigla di un cartone animato Anni ’80.
Malika Ayane con Claudio Santamaria — «Mi sei scoppiato dentro al cuore» (4)

Il classico di Mina diventa il numero di un musical da balera.
Bambole Di Pezza — «Occhi di gatto» con Cristina D’Avena (5)

Bambole Di Pezza
Le guerriere Sailor del pop-rock italiano incontrano Licia. E le fanno pure cantare «Whole lotta love» dei Led Zeppelin, in un mash up con «Occhi di gatto». Quantomeno divertono.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso — «Su di noi» (4)

Dargen D’Amico
L’operazione è questa: cover della hit di Pupo rifatta insieme al trombettista jazz. Dentro ci mette anche «Il disertore» di Boris Vian, «Gam Gam» (canzone ebraica, uno degli «inni» della Shoah), un messaggio di pace e Papa Francesco. L’intenzione è nobile, ma così sembra tutto studiato eccessivamente a tavolino. Così tanto che ti fa sentire in colpa mettergli 4. Troppo.
Tommaso Paradiso con gli Stadio — «L’ultima luna» (9)

Per il cantautore romano è l’esibizione della vita: dentro ci sono tutti i suoi riferimenti. Da «Borotalco» di Carlo Verdone (era il brano dei titoli di testa) a Dalla, passando per la band di Gaetano Curreri icona degli Anni ’80. Se la gioca benissimo.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia — «Domani è un altro giorno» (5)

La fanno a modo loro, ma con che risultati non sapremmo (per citare il testo). Hanno avuto anche la presunzione di rimettere mano all’arrangiamento originale, che era perfetto e meraviglioso. Domani è un altro giorno. L’ultimo, per fortuna.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca e Band — «Vita» (6)

Papà Gianni arriva in soccorso di Morandi jr. E menomale che voleva fare un Festival non da figlio di.
Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas — «Il mondo» (7)

Un dignitoso omaggio in salsa indie a un classico della canzone italiana. Ma perché aggiungere versi inediti a un testo perfetto?
Fulminacci e Francesca Fagnani — «Parole parole» (7)

Ripropongono la versione di Mina e Celentano a Teatro 10 del ’72, con la Tigre di Cremona che faceva la parte di Alberto Lupo e il Molleggiato che, invece, cantava. Piacevoli e divertenti: «La belva che a volte c’è in te quando c’è…».
Lda & Aka7even con Tullio De Piscopo — «Andamento lento» (6)

Portano un pezzo della storia della musica della loro città sul palco. 6 al coraggio
Raf con The Kolors — «The riddle» (5)

Trasformano l’Ariston in una discoteca di provincia con la hit di Nik Kershav. Un po’ cringe.
J-Ax con la Ligera County Fam (7)

Il rapper si diverte — e fa divertire — omaggiando la comicità della sua Milano, portando sul palco Cochi, Paolo Jannacci, Paolo Rossi e Ale e Franz. In un verso inedito attacca Chiara Ferragni: «C’è chi piange davanti a milioni di follower».
Ditonellapiaga con Tony Pitony — «The lady is a tramp» (9)

Sembrano evasi da un manicomio e finiti in un teatro di Broadway: un po’ Joker-Harley Quinn, un po’ Albertone e Monica Vitti in «Polvere di stelle». Divertentissimi e bravissimi.
Enrico Nigiotti con Alfa — «En e Xanax» (5)

Lacrimuccia pronta, chitarra ben accordata: un’esibizione che sembra uscire da una puntata di X Factor. La squadra, naturalmente, è quella di Gabbani. Buonismo livello tisana alla camomilla con biscotto integrale.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia — «Besame mucho» (7)

L’obiettivo della Whitney Houston di Bari Vecchia quest’anno a Sanremo sembra essere quello di cancellare «Baccalà» e «Anema e core»: qui affiancata dall’incona jazz statunitense e la rivelazione di X Factor porta tutti al Blue Note.
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi — «Hit the Road Jack» (9)

Tutti quanti voglion fare jazz, perché resister non si può al ritmo del jazz.
Francesco Renga con Giusy Ferreri — «Ragazzo solo, ragazza sola» (3)

Già la scelta della voce di «Angelo» di rispolverare la (in)dimenticabile versione in italiano di «Space Oddity» che David Bowie incise nel 1970, con testo di Mogol, è discutibile. Il duetto con Ferreri fa il resto. Agghiacciante.
Arisa — «Quello che le donne non dicono» con il Coro del Teatro Regio di Parma (10)

Prende il classico di Fiorella Mannoia e con un’interpretazione magistrale lo trasforma in un inno alla forza delle donne. Da brividi.
Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci — «Baila Morena» (3)

I banditi rivali degli Aristogatti di Sayf. Ma se quella di Sayf & Co. era una jam felina, qui sembra più una scorribanda di randagi senza direzione.
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo — «Cinque giorni» (6)

Il cantautore di «Per sempre sì» trasforma la hit di Michele Zarrillo in un classico neomelodico. C’è del mestiere.
Fedez e Masini con Stjepan Hauser — «Meravigliosa creatura» (3)

Il duo di «Male necessario» rivisita insieme al violoncellista croato il successo di Gianna Nannini. Stucchevoli. Una malinconoia, per citare Masini.
Ermal Meta con Dardust — «Golden hour» (4)

Eleganza sofisticata. Ma a mezzanotte e mezza, peraltro in una serata in cui la parola d’ordine è «stravaganza», rischia di passare inosservata.
Nayt con Joan Thiele — «La canzone dell’amore perduto» (6)

La cover del rapper romano del classico di De André è un compitino.
Luchè con Gianluca Grignani — «Falco a metà» (6)

Li guardi e pensi che possa accadere una catastrofe da un momento all’altro. E in fondo un po’ ci speri anche, per animare un duetto non memorabile.
Chiello con Saverio Cigarini — «Mi sono innamorato di te» (4)

Agonia livello pro. Ti viene da abbracciarlo e dirgli: «Va tutto bene».
Leo Gassmann con Aiello — «Era già tutto previsto» (4)

Fanno a gara a chi urla di più. Un’esibizione decisamente sopra le righe



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