Anna Ferzetti ha completato il salto dall’altra parte della cattedra. Si racconta come una studentessa ribelle, ha rivissuto la scuola una seconda volta da mamma e ora indossa i panni dell’insegnante. In un periodo in cui la scuola entra con forza nella serialità italiana — da La preside con Luisa Ranieri a Testa Alta con Sabrina Ferilli, fino a Un professore con Alessandro Gassmann — Domani interrogo accende i riflettori su una quinta di un liceo di Rebibbia. Nella periferia romana Ferzetti, chiamata semplicemente “professorè”, arriva per insegnare inglese fino all’esame di Stato, che finirà per vivere anche da osservatrice esterna. Intorno a lei c’è un gruppo di ragazzi considerati già persi, che si consumano tra fumo, telefonini e preconcetti, con l’idea che la vita fuori dalla scuola sia ostile e già preclusa. Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film arriva in sala da giovedì 19 febbraio e diventa un’occasione per riflettere su giovani e docenti: sul peso di chi insegna e su quanto, oggi, quel ruolo sia poco tutelato.
Anna Ferzetti: «Ero una studentessa ribelle, mi sentivo inadatta. Le difficoltà non sono solo in periferia»
Di Gabriele Ripandelli
