25.01.2026
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Economy

a quanti anni si va nel 2026 e le novità dal 2027


Pensioni, con la legge di Bilancio approvata alla fine dello scorso dicembre aumenta gradualmente l’età di uscita e viene sancito lo stop ad alcune misure per smettere di lavorare in anticipo. Ma la stretta scatterà dal 2027.

Per il 2026 i requisiti per il pensionamento non cambieranno: 67 anni di età e 20 di contributi per quella di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi per quella di anzianità per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne).

I nuovi requisiti per la pensione

Per i lavoratori che hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, a partire dal 2027 è previsto il graduale innalzamento dei requisiti di accesso al pensionamento con l’aumento di un mese. Il requisito salirà di altri due mesi a partire dall’anno successivo (è necessario avere almeno 20 anni di contributi). Esclusi dalla stretta i lavoratori che svolgono attività usuranti. Per militari, carabinieri, dipendenti della guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto inoltre l’incremento di un ulteriore mese nel 2028, un altro nel 2029 e un altro dal 2030.

Dal 2027 per andare in pensione di vecchiaia serviranno quindi 67 anni e 1 mese di età e dal 2028 invece 67 anni e 3 mesi. Per pensione di anzianità si salirà invece a 42 anni e 11 mesi di contribuzione effettiva per gli uomini e 41 e 11 mesi per le donne dall’1 gennaio 2027 e a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 10 mesi per le donne dall’1 gennaio 2028. Dopo aver raggiunto il requisito serviranno comunque altri tre mesi per far scattare la decorrenza del trattamento pensionistico.

La tipologia di lavoratori

Per i lavoratori che hanno contribuzione successiva al 1° gennaio 1996, i requisiti sono gli stessi con una anzianità contributiva minima di 20 anni, a condizione che l’importo della pensione risulti pari all’importo dell’assegno sociale (per il 2026 è di 546,24 euro mensili). In alternativa, tali lavoratori possono accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 71 anni di età con cinque anni di contribuzione effettiva e a prescindere dall’importo della pensione raggiunto.

Stop quota 103 e opzione donna, prorogata l’ape sociale

Non sono state confermate per il 2025 quota 103 (che consentiva di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi) e opzione donna (che permetteva l’uscita con 61 anni e 35 anni di contributi per caregiver, invalide almeno al 74%, disoccupate o occupate in aziende in crisi. Prorogata invece fino al 31 dicembre 2026 l’ape che consente l’uscita con 63 anni e 5 mesi per i soggetti che si trovino in condizioni di disoccupazione, assistenza a familiare con disabilità, riduzione della capacità lavorativa per invalidità grave e lavoratori con almeno 30 anni di contributi.


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