29.10.2026
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Politics

«Dalla destra soltanto propaganda. Vogliono sviare le loro divisioni»


Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, che effetto le fa questa processione di esponenti del centrodestra in carcere da Roggero?

«Mi sembra che la destra abbia deciso di trasformare una vicenda giudiziaria definita da tre gradi di giudizio in una grande operazione di propaganda sulla sicurezza. Quasi una gara al loro interno per sviare dalle divisioni sulla legge elettorale ed evitare di occuparsi dei problemi del Paese, dalla sanità ai salari fermi alle bollette più care d’Europa».

È giusto, come fa la maggioranza, chiedere la grazia per il gioielliere?

«Anche questa vicenda dimostra la loro spregiudicatezza istituzionale. Iniziative come quella di Nordio, che aveva la copertura politica della premier, mettono in discussione le prerogative del capo dello Stato e cercano di trascinarlo in un’operazione tutta politica di ricerca del consenso»

Il presidente è stato tirato per la giacchetta?

«Ciò che è avvenuto è molto grave. Chi ha responsabilità di governo dovrebbe osservare il massimo rispetto per un’istituzione posta a garanzia di tutti gli italiani come il presidente della Repubblica. Certe azioni invece denotano la volontà di indebolire la massima carica dello Stato per un disegno politico che è lo stesso della legge elettorale: un premierato di fatto».

C’è il rischio di legittimare l’idea che è giusto farsi giustizia da soli, in questa corsa a «intestarsi» Roggero?

«È un rischio altissimo. La legge che ha sancito che sparare a qualcuno mentre sta scappando non è mai legittima difesa è sacrosanta, ed è stata fatta da esponenti che oggi sono al governo, a partire da Salvini. Questa vicenda rischia di legittimare l’idea di una giustizia fai da te, una logica da Far west culturalmente vicina all’Ice di Trump che uccide cittadini inermi. Il pericolo di legittimare l’uso della violenza per una vendetta, anziché riconoscere che in uno Stato di diritto la giustizia è amministrata dalla magistratura, dovrebbe mettere d’accordo tutte le forze politiche. Qui invece si vogliono accarezzare gli istinti più pericolosi per la ricerca di un consenso facile».

A proposito di legittima difesa: è ripartita l’idea di ritoccarla, ampliandone i confini.

«Le norme penali richiedono massimo equilibrio. Il nostro ordinamento disciplina già i casi per cui si può applicare la legittima difesa, totalmente diversi da quello in questione. E riconosce che i processi li fa la magistratura, non la gogna mediatica o la gara tra i partiti della destra».

La sinistra spesso è accusata di aver dimenticato il tema sicurezza. Quali devono essere le priorità dell’agenda progressista?

«La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini che spetta alle istituzioni garantire. Da questo governo abbiamo visto tante chiacchiere e pochi fatti, a partire dal calo delle risorse per gli agenti a presidio del territorio. C’è stata invece una proliferazione di nuovi reati e di inasprimenti di pene che non hanno migliorato le cose. Il governo ha fatto sette decreti sicurezza: se dovessimo giudicare dagli annunci, dal reato di rave party a quello di resistenza passiva fino al blocco delle manifestazioni per reprimere il dissenso, oggi dovremmo vivere in un Paese perfetto. Ma non è così».

Che fareste voi al governo?

«Innanzitutto occorre investire risorse per rafforzare gli organici e il personale sul territorio, come non si è fatto in questi anni in cui il problema è stato scaricato sui sindaci. Per la destra la sicurezza è un grande tema da cavalcare in vista delle elezioni, non un problema da affrontare con risposte adeguate».

Accennava alla legge elettorale. A sinistra è esploso il malcontento per l’emendamento «ammazza piccoli partiti». Il centro di Renzi e Onorato dovrà correre unito?

«Non si tratta solo di un problema per il centrosinistra, ma di un danno per il funzionamento della democrazia. Un rischio molto grave perché l’emendamento può creare un effetto distorsivo: la coalizione che vince può non essere quella più votata dai cittadini, perché una parte dei voti ai piccoli partiti si perde. È molto grave e dà il senso di una legge cucita su misura sulle esigenze della presidente del Consiglio, che temendo di perdere le elezioni cerca di danneggiare la coalizione avversaria. Non lo permetteremo».


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