Londra-Sydney in sole tre ore? Sembra impossibile, ma potrebbe diventare realtà. Secondo quanto riportato dal Telegraph, la Gran Bretagna si sta preparando a testare un aereo spaziale ipersonico che, almeno in prospettiva, potrebbe ridurre in modo radicale i tempi di volo tra Europa e Australia. Il progetto, chiamato Invictus, è sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il supporto dell’Agenzia Spaziale del Regno Unito e punta a esplorare tecnologie capaci di spingere i limiti del trasporto aereo ben oltre quelli attuali, aprendo scenari in cui un viaggio tra Londra e Sydney potrebbe teoricamente durare appena tre ore.
Il progetto
Il velivolo, ancora in fase di progettazione, sarebbe in grado di raggiungere velocità fino a Mach 5, oltre 3.800 miglia orarie, pari a cinque volte la velocità del suono. Il decollo avverrebbe in modo convenzionale, come un normale aereo, ma una volta in quota il mezzo si spingerebbe fino al limite dell’atmosfera, attorno ai 24mila metri, dove potrebbe operare in condizioni estreme e con un profilo di volo completamente diverso dagli aerei commerciali tradizionali. L’obiettivo iniziale del programma non è il trasporto passeggeri, ma la dimostrazione tecnologica: il primo prototipo servirà infatti a testare sistemi di propulsione e materiali avanzati, con possibili applicazioni anche nel lancio di satelliti e nelle missioni spaziali.
Le tempistiche
A rendere il progetto ancora più ambizioso è la prospettiva di sviluppo a lungo termine: se i test avranno successo, la tecnologia ipersonica potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di velivoli capaci di rivoluzionare i viaggi intercontinentali. Le fasi sperimentali prevedono la conclusione della progettazione entro quest’anno, seguita da test su motori in scala ridotta e sistemi a idrogeno nel prossimo, con prove di propulsione previste verso la fine del decennio. Il primo volo potrebbe avvenire entro il 2034, inizialmente a velocità inferiori, mentre i test ipersonici veri e propri sono attesi intorno al 2036. Parallelamente, si stanno valutando anche i siti di lancio tra Cornovaglia e Scozia, con lo spazioporto di Machrihanish indicato come uno dei candidati principali grazie alla sua posizione isolata e già utilizzata in passato per test aerospaziali.
Gli obiettivi
Il progetto si inserisce inoltre in una più ampia corsa allo sviluppo di tecnologie capaci di superare i limiti del volo supersonico, ormai fermo dal ritiro del Concorde nel 2003. Le difficoltà restano elevate: viaggiare a velocità ipersoniche comporta problemi di surriscaldamento dei motori e richiede sistemi complessi di raffreddamento, come quelli a idrogeno/ossigeno finanziati dall’ESA in collaborazione con aziende specializzate. Nonostante si tratti ancora di un programma sperimentale e non destinato ai passeggeri, i promotori sottolineano come le tecnologie sviluppate potrebbero in futuro rendere possibile un abbattimento drastico dei tempi di viaggio, trasformando radicalmente il concetto stesso di distanza tra continenti.
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