Un libro passato di mano in mano, fino al tavolo del Presidente della Repubblica. Al Quirinale, l’incontro tenutosi oggi, 2 marzo, tra Sergio Mattarella e la delegazione dell’Associazione Nazionale Ex Allievi della Scuola Militare Nunziatella è stato il punto più alto delle celebrazioni per i 75 anni dalla fondazione: consegnare al Capo dello Stato una memoria finalmente completa.
Settantacinque anni di associazione sono un traguardo, certo. Ma la cifra che ha attraversato l’incontro è un’altra: 172. Tanti sono gli ex allievi caduti nella Prima Guerra Mondiale, i cui nomi sono incisi su un monumento nel corridoio d’ingresso dell’istituto napoletano, un masso del Monte Grappa. Ogni studente passa davanti a quella pietra ogni giorno. Non come davanti a un opera commemorativa distante, ma come davanti a una domanda: che cosa significa appartenere a una storia così?
Il volume consegnato al Presidente, “Il Masso”, firmato dall’autore Ferdinando Scala (e direttore comunicazione e cultura dell’associazione ex allievi), nasce da quella domanda. Fino alla pubblicazione, quaranta di quei caduti risultavano mancanti dal monumento. Un vuoto dentro l’elenco, un’ombra dentro la memoria. Cinque anni di lavoro, condotti in collaborazione con lo Stato Maggiore dell’Esercito, hanno ricostruito biografie, reparti, date, percorsi militari. Il risultato è un volume di 832 pagine, oltre mille riferimenti bibliografici e 130 ritratti d’epoca dei caduti: un lavoro archivistico imponente che trasforma un elenco inciso nella pietra in un racconto documentato. Tra quei nomi anche Achille Balsamo di Loreto, classe 1899, l’ultimo ex allievo caduto nella Grande Guerra. Sulla sua storia è in fase di progettazione un film, attualmente al vaglio del Ministero.
La delegazione guidata da Fulvio Campagnuolo si è presentata al Colle con un profilo istituzionale di alto livello. Accanto a lui il presidente della Fondazione Nunziatella Manlio Cuccaro, il comandante Alberto Valent — ex allievo oggi alla guida della scuola -, Egidio D’Addio per la sezione Lazio, Franco Massi, segretario generale della Corte dei Conti. E due cadetti della scuola, Gaetano Barbato e Maria Regina Greco. Presente anche Michelangelo Stingone, 20 anni, studente della Luiss e consigliere nazionale più giovane.
LE GIORNATE A ROMA
L’incontro al Quirinale ha chiuso un fine settimana romano denso di appuntamenti. Prima il confronto con il presidente del Senato Ignazio La Russa giovedì 26 febbraio; poi la presentazione del libro «Il Masso» nell’Aula Caduti di Nassiriya a Palazzo Madama, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, del comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo — anche lui ex allievo — e del generale Rolando Mosca Moschini, già capo di Stato Maggiore della Difesa e consigliere militare di tre Presidenti della Repubblica. Tappe diverse, stesso filo: non autocelebrazione, ma riconoscimento istituzionale di un percorso culturale. Fondata nel 1787, la scuola è una delle più antiche d’Europa nel suo genere. I 75 anni dell’associazione coincidono con una comunità che si è data il compito di custodire un’eredità senza trasformarla in nostalgia. Napoli, con i suoi 2500 anni di stratificazioni, è il contesto naturale di questa identità: complessa, disciplinata, orgogliosa.
Al Colle non si è solo celebrato il passato. Si è parlato di metodo, di ricerca, di dovere verso i nomi scritti nella pietra. Di come un’associazione possa diventare archivio vivente e laboratorio civile.
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