29.10.2026
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Science

Missili ipersonici low cost, la Cina testa una nuova arma navale intelligente


La Cina sta sviluppando un mini missile planante ipersonico in grado di essere sparato da un tradizionale cannone antiaereo da 80 mm. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il proiettile intelligente raggiungerebbe velocità prossime a Mach 6 subito dopo l’uscita dalla canna, superando di gran lunga le prestazioni dei convenzionali colpi d’artiglieria antiaerea.

Il concetto, illustrato in uno studio pubblicato sul Journal of Naval Aviation University, punta a comprimere capacità tipiche dei missili ipersonici in un formato compatibile con sistemi d’artiglieria standard. Se confermato operativamente, potrebbe sfumare il confine tra artiglieria navale e difesa aerea missilistica.

Oltre 20 km di raggio, pochi secondi per reagire

Le simulazioni indicano una capacità di ingaggio oltre i 20 chilometri, contro caccia o droni a quote fino a 10.000 metri. L’elemento chiave è la combinazione tra dimensioni ridotte e velocità estrema: un velivolo avversario potrebbe rilevare la minaccia solo a circa 3 chilometri di distanza, con una finestra di reazione di pochi secondi. In quel momento, il proiettile viaggerebbe ancora a circa Mach 3.6.

Secondo i ricercatori, anche una manovra evasiva con virata prossima ai 90 gradi non sarebbe sufficiente: i modelli matematici parlano di una probabilità di distruzione del 99%.

Due fasi di guida per controllare l’ipersonico

Il team guidato dal professor Wang Xugang della Nanjing University of Science and Technology ha progettato un sistema di guida a due stadi:

Fase intermedia (mid-course): ottimizzazione della traiettoria per preservare energia e velocità.

Fase terminale: correzioni fini negli ultimi secondi, per agganciare bersagli altamente manovrabili.

Per farlo, gli ingegneri hanno adottato un approccio di “ottimizzazione multi-obiettivo”, bilanciando velocità, stabilità e capacità di manovra. Nella fase finale entra in gioco una legge di guida “sliding-mode variable-structure”, che consente al proiettile di anticipare i movimenti del bersaglio.

Secondo lo studio, questo metodo riduce il carico di manovra nella fase terminale di oltre il 90% rispetto agli approcci tradizionali, migliorando al contempo la regolarità della traiettoria e la resistenza alle interferenze.

L’impatto strategico

Un cannone antiaereo può sparare circa un colpo al secondo. Se questi proiettili ipersonici fossero prodotti a costi inferiori rispetto ai missili intercettori tradizionali, potrebbero rappresentare un’alternativa scalabile per la difesa aerea a corto e medio raggio.

La posta in gioco è rilevante: comprimere prestazioni ipersoniche in munizionamento “quasi da artiglieria” significherebbe aumentare densità di fuoco, abbattere i costi per ingaggio e saturare le difese avversarie.

Al momento si tratta di risultati basati su simulazioni e pubblicazioni accademiche. Ma il messaggio strategico è chiaro: Pechino sta esplorando soluzioni ipersoniche compatte, potenzialmente deployabili in grandi numeri e su piattaforme navali esistenti.

Se la tecnologia dovesse maturare, le regole dell’ingaggio aereo a bassa e media quota potrebbero cambiare sensibilmente.


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