L’esibizione di Bad Bunny al Super Bowl è già storia. Il rapper e cantautore portoricano, vincitore ai Grammy 2026 per l’album dell’anno con un disco interamente in lingua spagnola, è stato il protagonista dello halftime show del Super Bowl 2026, tenutosi al Levi’s Stadium di Santa Clara, California. Ma ha fatto discutere la sua scelta del look total Zara.
Il significato dietro al primo look
Il suo outfit, curato dagli stylist abituali Storm Pablo e Marvin Douglas Linares, era interamente color crema ed era copmosto da una camicia con cravatta, indossata sotto una maglia sportiva, un paio di pantoni chinos, più guanti e sneakers coordinata.
Sulla maglia erano cuciti il suo cognome “Ocasio” — all’anagrafe infatti è registrato come Benito Antonio Martínez Ocasio — e il numero 64. Sul significato di questo numero si è molto discusso. C’è chi ipotizza che possa riferirsi al 1964, l’anno di nascita della madre, Lysaurie Ocasio, ma al momento non c’è nessuna conferma. Ad arricchire il tutto, un orologio Royal Oak di Audemars Piguet, nello specifico un modello da 37 mm con cassa in oro giallo 18 carati e quadrante in malachite. Ai piedi, portava un paio delle sue sneakers BadBo 1.0, realizzate in collaborazione con Adidas. Più tardi, Bad Bunny ha sostituito la maglia sportiva con una giacca doppiopetto dalle spalle importanti.

Il total look Zara che fa discutere
Pur avendo la possibilità di farsi vestire da qualunque maison al mondo, non a caso ai Grammy 2026 indossava la prima creazione menswear di Schiaparelli, la star ha scelto un brand low cost. Dietro questa scelta ci sono tante ipotesi. C’è chi dice che la scelta sia ricaduta su Zara in quanto retailer spagnolo. Una decisione in linea con lo spirito dell’esibizione e il messaggio che quest’ultima voleva trasmettere. Tutti i brani, infatti, erano in lingua spagnola. Dall’altro canto, c’è chi critica aspramente questa scelta, ricordando come Zara — parte del gruppo Inditex — sia poco sostenibile e da anni associato a pratiche poco etiche.

Zara accusata di deforestazione
Oltre a pratiche di lavoro poco etiche, i colossi tessili H&M e Zara sono stati accusati, dall’Ong britannica Earthside, di essere “legati” ad attività illegali di deforestazione su larga scala in Brasile. Si tratta, nello specifico, di esproprio di terre, corruzione e violenza nelle piantagioni di cotone di loro proprietà. Utilizzando immagini satellitari, decisioni giudiziarie, registri di spedizione dei prodotti e indagini sotto copertura, Earthside ha compilato un rapporto dal titolo: “Crimini legati alla moda: la moda dei giganti europei della moda è legata al cotone sporco proveniente dal Brasile”. L’Ong afferma di aver tracciato il viaggio di 816.000 tonnellate di cotone provenienti da due delle più grandi aziende agroindustriali del Brasile. Parte di questa attività illecita verrebbe svolta nella regione del ‘“Cerrado”, una savana rinomata per la ricchezza della sua fauna e flora che costituisce il secondo bioma più importante del Brasile.
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