29.10.2026
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Politics

«Migranti, appalti truccati». Il dirigente del Viminale sotto inchiesta per i fondi


Appalti “truccati” alle coop che accolgono i migranti a Rieti. E i soldi destinati ai richiedenti asilo impiegati da chi si era aggiudicato le gare in viaggi e spese personali. È questa l’ipotesi a Guardia di finanza che si è mossa su input della procura europea. E a finire sul registro degli indagati con l’ipotesi di turbativa d’asta è anche il nome dell’attuale vertice della Direzione centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del Viminale, Gennaro Capo.

Al centro dell’inchiesta, le commesse assegnate quando Capo era prefetto a Rieti, tra il 2021 e il novembre del 2023. Sono in tutto sei le persone finite sotto accusa. Nell’inchiesta risulta indagato anche l’attuale vice prefetto vicario di Rieti, Luisa Cortesi, e un’imprenditrice, Agostina Mollichella che — sempre secondo la Finanza e la procura — avrebbe percepito retribuzioni mensili tra ottomila e diecimila euro. Le indagini riguardano anche la destinazione dei fondi per l’integrazione e le indagini riguardano le gare che hanno coperto il periodo che va dal 2021 al 2027.

Il fascicolo

Secondo le indagini, partite dopo la denuncia di un ex socio, la prefettura del capoluogo reatino avrebbe affidato a due cooperative (l’Unione sabina santas e la Montasola riconducibili alla stessa persona) fondi per circa 1,6 milioni di euro per l’accoglienza di migranti e richiedenti asilo in assenza dei requisiti richiesti dalle norme, come un minimo tre anni di attività nello stesso settore e la presentazione dei bilanci. La prima coop infatti era stata esclusa da una gara a Rieti proprio per la mancanza di “anzianità”.

Gli accertamenti della Finanza hanno anche ricostruito come venivano usati i fondi europei, finiti nelle casse delle cooperative oggetto delle indagini: parte degli 1,6 milioni di euro incassati, secondo gli investigatori, sarebbero stati infatti malversati per scopi diversi da quelli riconducibili alle attività per le quali le coop erano chiamate ad operare, come l’acquisto di beni personali e il pagamento di vacanze. I militari hanno eseguito una serie di perquisizioni e acquisizioni di documenti e hanno notificato una serie di avvisi di comparizione davanti ai pm di Eppo.

Il precedente

Anni fa un’altra coop, la Te.Sa. era finita al centro di un’inchiesta nel febbraio del 2013, quando, sempre la Guardia di Finanza, aveva fatto un blitz nell’ex convento di Sant’Antonio al Monte a Rieti, in cinque erano stati denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e una sesta persona per truffa. Tra il 2011 e il 2013, la provincia reatina aveva accolto un grande numero di persone e quindi i relativi contributi. Secondo l’accusa, all’epoca i soldi erano in realtà stati destinati alle aziende di ristorazione degli amministratori del consorzio. Dopo le condanne in primo grado degli indagati, però, in secondo grado il processo si era concluso con la piena assoluzione.


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