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Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan comprano il castello di Strancally per 51 milioni. «Quattro minuti e mezzo dalla sala alla cucina»


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Oltre 50 milioni di euro. È il prezzo pagato da Mark Zuckerberg, presidente e amministratore delegato del colosso dei social media Meta, e sua moglie Priscilla Chan per il castello di Strancally nella contea di Waterford, situata nella parte meridionale dell’Irlanda. Secondo il Registro dei prezzi immobiliari la cifra esatta pubblicata ieri, 51.171.155 euro, è quasi il doppio del prezzo stimato al momento della vendita dagli esperti del mercato immobiliare. La somma comprende l’importo versato per la residenza principale e fino a un acro di terreno, quindi l’esborso totale da parte della coppia supererebbe ampiamente quanto riportato dal Registro considerato che l’intera proprietà si estende su 440 acri.

Stile neogotico

La data di vendita è stata registrata il 17 agosto scorso, quando si stimava che l’immobile completamente restaurato negli ultimi vent’anni avesse raggiunto una cifra compresa tra i 20 e i 30 milioni di euro. Zuckerberg e Chan hanno acquistato la tenuta in stile neogotico sulle rive del fiume Blackwater dai proprietari Michael e Giancarla Alen-Buckley. «Mark e la sua famiglia sono entusiasti di continuare a prendersi cura di questa dimora storica e non vedono l’ora di trascorrere del tempo in Irlanda, dove Meta ha la sua sede centrale internazionale», dichiara un portavoce di Zuckerberg. Costruito attorno al 1830 per John Keily, ex parlamentare conservatore, il castello di Strancally — secondo la descrizione contenuta nel libro “The Houses of Ireland” di Brian De Breffny e Rosemary Ffolliott — «fu progettato dai fratelli Pain con grande sfarzo: ci volevano quattro minuti e mezzo a passo svelto per raggiungere la sala da pranzo dalla cucina». Gli architetti James e George Richard Pain progettarono la dimora principale, la contigua torre ornamentale e una banchina di carico lungo il fiume. Il castello si estende su una superficie di circa 1.500 metri quadri e presenta una facciata in stile neogotico con pietre squadrate, comprende almeno undici camere da letto e quattro suite nelle torri. Il “National inventory of architectural heritage” attribuisce all’edificio rilevanza nazionale per il suo interesse architettonico, storico e sociale e lo descrive come una costruzione dalla presenza «solida» e «muscolare», caratterizzata dalla qualità della lavorazione della pietra e dall’articolazione fortemente scenografica dei volumi. Strancally, come lo dipinge “Il giornale dell’arte”, appartiene a quella cultura architettonica ottocentesca nella quale il Medioevo viene ricostruito come immaginario prima ancora che come filologia. Il corpo principale si sviluppa su tre piani sopra un basamento, con una facciata movimentata da torri angolari, bovindi, parapetti merlati, pinnacoli, feritoie e apparati decorativi in pietra. «Sandstone e limestone ashlar conferiscono all’insieme una compattezza quasi fortificata. Il castello non è medievale, ma vuole dichiaratamente apparirlo: è una grande residenza aristocratica del XIX secolo che utilizza il vocabolario della fortezza per costruire prestigio, memoria e continuità genealogica».

Il parco

È il rapporto con il paesaggio a chiarirne la natura. Il castello, scrive Virginia Djurberg, sorge in posizione leggermente elevata sopra il River Blackwater, all’interno di un parco concepito affinché l’architettura venga progressivamente rivelata attraverso la vegetazione. «L’inventario nazionale irlandese descrive gli accessi alla proprietà come percorsi studiati per aprire improvvisamente la vista sul fiume una volta usciti dal bosco. Il parco comprendeva viali, boschi, un giardino murato, fabbricati agricoli, lodge e piccoli episodi architettonici disseminati nel territorio. Parte della vegetazione storica precedente al 1842 sopravvive ancora». Una fase decisiva per la conservazione recente cominciò nel 2000, quando Giancarla Forte e Michael Alen-Buckley acquisirono Strancally e avviarono un lungo lavoro di recupero. Il National Inventory registrava già nel 2003 un’estesa campagna di restauro, condotta con attenzione alla conservazione del carattere storico dell’edificio. Zuckerberg, la sesta persona più ricca al mondo, e Chan vivono principalmente a Palo Alto con i loro tre figli, Maxima, August e Aurelia, ma possiedono anche numerose altre proprietà. Tra queste figurano una casa a Miami Beach del valore di 170 milioni di dollari, una residenza a Washington da 23 milioni di dollari e oltre 2.300 acri alle Hawaii. Forte, commentando la vendita, ha dichiarato che Zuckerberg e la famiglia intenderebbero proseguire nella gestione della proprietà secondo una linea di continuità con il lavoro compiuto nei decenni precedenti. Rimane tuttavia aperta la questione conservativa, riflette Virginia Djurberg. «Zuckerberg non possiede il profilo del grande collezionista-mecenate impersonato da altri protagonisti dell’economia tecnologica, ma negli ultimi anni ha commissionato opere destinate ai propri spazi privati. Sarebbe prematuro ipotizzare qualsiasi trasformazione di Strancally in una sede espositiva o in un progetto culturale. Il contesto, tuttavia, si presta naturalmente a interrogarsi sul rapporto contemporaneo tra grandi patrimoni privati, dimore storiche e collezionismo.


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