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inflazione a ottobre verso il 5%, ma i consumi delle famiglie tengono


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Inflazione verso il 5% a ottobre. L’ufficio studi di Confcommercio stima per questo mese una variazione dello 0,2% dei prezzi al consumo su settembre e del 4,7% su base annua. L’inflazione di fondo (core) potrebbe superare presto la soglia del 2%, considerata ottimale dalle banche centrali. La situazione internazionale e il perdurare delle tensioni preoccupano Confcommercio. «Tutto resta possibile ma gli spazi per evitare che l’inflazione raggiunga il 5% si restringono ogni giorno che passa con un Brent tra i 100 e i 110 dollari al barile», avverte l’ufficio studi della confederazione.

Sul fronte del Pil, l’ultimo numero della Congiuntura Confcommercio indica per il mese di ottobre una crescita dell’1% a livello tendenziale contro il +0,7% di settembre. Intanto l’Istat ha confermato le stime preliminari sull’inflazione di settembre: il mese scorso i prezzi scorso sono aumentati dello 0,7% rispetto ad agosto e del 4,2% su base annua, livelli che non si registravano dall’estate del 2023. Un balzo determinato sostanzialmente dalla crescita tendenziale dei prezzi dei beni energetici (da +17,1% a +22,6%). Accelera anche il carrello della spesa (da +0,9% a +1,5%).

La tendenza al rialzo dei prezzi, osserva Confcommercio, ha portato in pochi mesi l’inflazione dall’1% di gennaio a un valore vicino al 5%. «Allo stato attuale il ritorno a valori in linea con i target della politica monetaria potrebbe realizzarsi solo nella tarda primavera del 2027», mette in guardia la confederazione.

A guidare la ripresa dell’inflazione continuano a essere essenzialmente i beni petroliferi e i trasporti, ma anche le turbolenze sul versante degli alimentari non trasformati hanno un peso. Le tensioni in corso si sono solo marginalmente trasferite sulle altre filiere, con l’inflazione di fondo che almeno per ora continua a mantenersi su valori inferiori al 2 per cento. «Il protrarsi di una situazione internazionale molto critica rende complicato immaginare un rientro delle tensioni entro la fine del 2026», spiega tuttavia Confcommercio. Il timore è che la domanda delle famiglie rallenti nella prima parte del prossimo anno, compromettendo la crescita. I consumi però per adesso tengono ed è anche per questo che Confcommercio parla ancora di «bicchiere mezzo pieno». I consumi si collocano anche a settembre in territorio positivo, con una variazione sullo stesso mese del 2025 del +1,1%. «In linea con quanto registrato ormai da mesi, la tendenza al miglioramento è diffusa, con un’attenuazione delle marcate differenze nei tassi di crescita delle diverse funzioni di consumo che avevano caratterizzato luglio e agosto», sottolinea l’ultimo numero della Congiuntura Confcommercio.

L’ultimo mese ha visto tra le componenti più dinamiche le autovetture, tornate a crescere in doppia cifra (+10,4%) dopo il rallentamento di agosto, e gli elettrodomestici (+8,3%). Al netto del permanere di una maggiore richiesta di elettricità (+6,5%), legata ancora una volta a condizioni meteorologiche particolari, si conferma la dinamicità di quei consumi collegati al tempo libero, dai trasporti aerei (+6,6%) agli alberghi (+2,3%), oltre ai servizi ricreativi in senso stretto (+4,5%).


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