Due ori e altrettanti bronzi raccolti dai suoi allievi non hanno fatto diventare loquace Armin Zoeggeler, ma il direttore tecnico della Nazionale di slittino, tornato nella sua Foiana, ha la voce rilassata e il sorriso sempre pronto. «È andata decisamente meglio di quanto potessimo aspettarci alla vigilia. Avevamo appuntato il podio e pensavamo a due o tre medaglie, avendone raccolte quattro siamo andati oltre». A cominciare la serie è stato Dominik Fischnaller, argento nel singolo: «La sua è stata la medaglia più importante, perché ha tolto pressione alla squadra, tranquillizzando chi doveva gareggiare dopo». Come Verena Hofer, che senza pensieri è scivolata tranquilla sulla Eugenio Monti, completando al quarto posto nel singolo femminile: «Le sono mancati 63 millesimi per la medaglia, un’inezia. Il futuro è dalla sua parte». Poi il giorno dei doppi, una serata da due ori nel giro un’ora: «Le ragazze sono state meravigliose, perché sapevano di poter vincere e lo hanno dimostrato alla grande. I ragazzi si sono caricati quando hanno visto le colleghe trionfare, a quel punto sapevano di poter sognare». Infine il bronzo a squadre: «Germania e Austria sono più complete di noi, ma dopo c’è l’Italia, che adesso può contare anche su una sua pista».
La chiave
Qui è il nocciolo della questione: il nuovo budello di Cortina è stata la chiave di volta per il trionfo. «Non neghiamo che ci ha dato una mano, però abbiamo costruito tutto alla perfezione. Durante la stagione abbiamo sacrificato la coppa del mondo, saltando due tappe, per poter restare a Cortina ad allenarci. Ciò ci ha consentito di conoscere il tracciato nei dettagli, di imparare i segreti di ciascuna curva e soprattutto di testare come si doveva i materiali». E adesso proprio mettendo al centro la pista di Cortina occorrerà capitalizzare la crescita del movimento. «Sta a noi scegliere la strada giusta per il futuro di slittino, bob e skeleton. I Giochi ci hanno dato una grande pubblicità, quindi ora è il momento». Il sogno di Zoeggeler si chiama accademia federale: «Mi piacerebbe che a Cortina potessero raccogliersi tutti i giovani interessati alle tre discipline, e che lì potessero studiare e allenarsi. In questo modo avremo il futuro garantito». Se dovesse rivolgersi a un bambino, Armin userebbe questo spot per attrarre nuove leve: «Lo slittino è una disciplina bellissima, perché ti fa sperimentare sulla tua pelle la sensazione di velocità». A pancia in su per volare su una lingua di ghiaccio: «Io ho cominciato andando a scuola con lo slittino. Lo suggerirei anche ai bambini di oggi, sia che vivano in montagna, e quindi possono farlo sulla neve, sia a chi vivano in collina, e che possono farlo sull’erba».
Bellissima è stata anche la festa in compagnia del Presidente della Repubblica: «Avevo già avuto modo di conoscerlo in passato, ma chiacchierandoci a lungo a Cortina ho capito che è davvero una persona interessata allo sport e innamorata delle vittorie degli italiani. Gli ho raccontato della nostra tradizione, nata sul pistino di pista di Maranza». Questo è un altro dei luoghi simbolo del trionfo azzurro in slitta: «È una piccola struttura, sopra Rio Pusteria. Lì noi alleniamo la parte atletica e la spinta, i due elementi fondamentali per la partenza. Il tracciato è una cinquantina di metri, ma tanto ci basta per essere performanti». Oro a Torino 2006 da atleta, oro a Milano Cortina 2026 da allenatore: «Mi sono emozionato di più questa volta, perché ho visto la felicità negli occhi dei ragazzi e delle ragazze che ogni giorno vedo sudare in allenamento. Abbiamo girato l’Europa in lungo e in largo per trovare una pista artificiale dove allenarci, adesso per piacere non disperdiamo il tesoro che abbiamo in casa. Lavoriamo per candidarci ai Mondiali delle tre specialità e per avere un posto fisso nelle Coppe del mondo». Intanto è certo che nel 2028 a Cortina ci saranno i Giochi olimpici giovanili, ma Zoeggeler anticipa anche i tempi: «Nel 2027 i Mondiali di slittino sono a Igls, sopra Innsbruck. Gli austriaci ancora non hanno ultimato la ristrutturazione dell’impianto, pertanto se dovessero farsi da parte noi dovremmo essere pronti a subentrare».
Obiettivi
Chi è l’erede del Cannibale? «Ho sempre detto che Dominik Fischnaller ha molte delle mie caratteristiche e adesso posso dire che ai Giochi ha fatto un capolavoro». La stagione comunque non è finita: «Avendo deciso di non fare tutte le gare non abbiamo ambizioni per la sfera di cristallo, ma quest’anno dovevamo fare bene ai Giochi». Infine uno sguardo al futuro, tra nuovi format («La sprint finora non ha convinto, occorrerà analizzare bene i dati raccolti e decidere come proseguir»), atleti da riammettere («Sport e politica dovrebbero essere due cose separate, quindi mi auguro che la guerra possa finire e che i russi possano tornare in gara») e una scommessa per il prossimo quadriennio: «Adesso il numero di slittinisti di alto livello in Italia è pari a 50, nel 2028 vorrei che raddoppiasse». Dopo il posto fisso Zoeggeler auspica adesso quota cento.
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