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Federica Brignone è uscita vittoriosa dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, conquistando due ori storici nello sci alpino, prima nel super G e poi nello slalom gigante. Il tutto a soli dieci mesi da quel grave infortunio al ginocchio che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera. Un esempio di resilienza, perseveranza e mentalità vincente.
Adesso, però, il futuro di Federica è tutt’altro che certo.
Domani farà la discesa libera nella coppa del mondo a Soldeu (Andorra), insieme a Sofia Goggia. Sarà la prima gara dopo le Olimpiadi ma le fatiche olimpiche non sono certo svanite in una settimana.
Federica Brignone pensa al ritiro
Federica in conferenza stampa ha fatto capire piuttosto chiaramente di pensare anche al ritiro, visto il dolore fitto al ginocchio: «Se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno, non ho ancora sentimento che ne ho le scatole piene ma ne ho le scatole piene di star male: a volte mi appoggio e mi arrivano delle fitte allucinanti. La mia vita non è normale, se scio la mattina zoppico tutto il giorno, posso tener duro però son disposta a tener duro e provarci ancora per un mese se va migliorando e non peggiorando. E sono qui sotto antiinfiammatori. È un danno per la vita, non è così riparabile».
Brignone ha proseguito: «Sono uscita dalle Olimpiadi con parecchi problemi — ha detto — ma abbiamo deciso di venire qui comunque, Andorra è uno dei miei posti preferiti. Lunedì ho fatto infiltrazioni di acido ialuronico, speravo di trovarmi un po’ meglio, ho parecchio dolore e continuerò a valutare giorno per giorno. Sciare non dev’essere una tortura ma una cosa sana e sicura. O mi appoggio bene o non ho intenzione di buttarmi giù a 130 all’ora».
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