La tassa piatta al 5% sugli aumenti retributivi dei rinnovi contrattuali che scatta quest’anno varrà solo per i contratti nazionali e non anche per quelli territoriali e per la contrattazione aziendale. E solo sulle tranche corrisposte dal 2026 in poi per quelli sottoscritti negli anni precedenti. A chiarirlo sono gli esperti della Fondazione studi consulenti del Lavoro, che in una circolare hanno analizzato l’ultima legge di Bilancio. La norma sull’imposta al 5% per gli incrementi dei contratti rinnovati dal 2024 al 2026, ricordano i consulenti, si applica nel limite reddituale di 33mila euro. Nel caso di rinnovi sottoscritti prima del 2026, inoltre, gli esperti precisano che «per l’applicazione della misura servirà attendere l’indicazione dell’Agenzia delle Entrate, con il codice tributo relativo e i chiarimenti operativi». Nella circolare si sottolinea infine che, per poter applicare i bonus assunti, «potrebbe servire l’interlocuzione con la Commissione Ue per verificare la conformità con le norme sugli aiuti di Stato».
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