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Referendum, cosa dicono i sondaggi? Nessuna certezza, così l’affluenza può determinare la vittoria di Sì o No


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Sondaggio che vai, risultato che trovi. A meno di un mese dalla due giorni di voto per il referendum sulla giustizia, le rilevazioni dei vari istituti che si susseguono non sambrano dare una risposta certa su quale sarà l’esito della consultazione.

C’è chi dà in vantaggio il «Sì», chi rileva in testa il «No» — entrambi con margini più o meno ampi — chi «scommette» su un risultato sul filo del rasoio. E di rilevazione in rilevazione le cifre cambiano. Insomma, nessuna certezza demoscopica. Ma su un punto tutti sembrano convergere.

Referendum giustizia, il fattore affluenza

Se è vero che il fronte del «no» pare abbia recuperato terreno rispetto ai distacchi registrati mesi fa, il risultato finale resta comunque in bilico e sarà fortemente condizionato dall’affluenza.

Su questo il «senso» delle rilevazioni è trasversale.

Chi tifa «sì» — dicono in soldoni i risultati degli ultimi sondaggi — deve puntare a mobilitare il maggior numero possibile di elettori, perché una bassa partecipazione favorirebbe il fronte del «no», storicamente più attivo e organizzato.

YouTrend per Skytg24: equilibrio instabile

La rilevazione YouTrend per Skytg24 mostra un quadro bilanciato e sottolinea forse più di tutti il peso dell’affluenza. Il ‘sì’ resta in vantaggio solo con un’affluenza almeno al 60%. Secondo lo scenario delineato con partecipazione al 59,6% (includendo coloro che voterebbero sicuramente o probabilmente) i favorevoli prevalgono 51 a 49; con affluenza al 48% il risultato si invertirebbe, con il ‘no’ al 51,5%. Il sondaggio (metodologia CAWI) ha coinvolto 813 persone, con un margine di errore del 3,5%.

Il sondaggio di Ixè: il ‘no’ in vantaggio

L’ultima rilevazione di Ixè, destinata a far discutere, segnala per la prima volta il ‘no’ davanti al ‘sì’, con una forbice tra il 51,3% e il 54,3% e un vantaggio compreso tra 2,6 e 8,7 punti. L’indagine è stata condotta su 1.200 intervistati (su 7.821 contatti).

Gli indecisi restano elevati, intorno al 40%, ma anche in questo segmento prevalgono i contrari: il 45,9% voterebbe contro la riforma, contro il 33% dei favorevoli. Quanto al livello di informazione, il 55,7% dichiara di conoscere contenuti e temi del referendum, mentre il 31,3% sa che si voterà ma non ha ancora approfondito.

Tecnè: ‘sì’ nettamente avanti

Tecnè propone uno scenario opposto: il ‘sì’ tra il 54% e il 56%, il ‘no’ tra il 44% e il 46%. Sul fronte affluenza, il 43% degli italiani si dice intenzionato a votare, il 12% è indeciso, il 45% potrebbe non recarsi alle urne. Il sondaggio è stato realizzato per la trasmissione Mediaset Dritto e Rovescio, su oltre 2.000 rispondenti (su 13.533 contatti), con margine di errore del 2,2%.

Demopolis: testa a testa sul filo

Demopolis delinea un quadro simile a YouTrend: equilibrio quasi perfetto, con il ‘no’ leggermente avanti (41% contro 40% del ‘sì’). Gli indecisi sono il 19%, l’affluenza stimata al 42%. Le interviste sono state 2.000 (su 5.840 contatti), con margine di errore del 3%.


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