Le operazioni peritali disposte dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila procederanno il 6 e il 7 marzo sui tre figli minori di Nathan e Catherine, ospitati insieme alla madre nella casa famiglia di Vasto. La consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli dovrà accertare le attuali condizioni di vita dei bambini, lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo e le principali figure di riferimento.
Gli esami ematochimici per valutarne lo stato di salute e verificare un’eventuale immunizzazione naturale alla varicella, invece, sono stati spostati dopo il 10 marzo. Il vaccino non è stato ancora somministrato e il ciclo vaccinale sarà completato solo dopo gli accertamenti.
Nei prossimi giorni i due gemelli festeggeranno il loro settimo compleanno, lontani dalla loro casa nel bosco, l’ambiente in cui sono cresciuti e che ha segnato i primi anni della loro vita familiare.
Le ultime relazioni trasmesse dalla struttura di Vasto, attraverso il servizio sociale, delineano un quadro complesso e conflittuale. In particolare, Catherine viene descritta come un «elemento di ostacolo» rispetto alle attività educative programmate dagli operatori, con valutazioni estremamente negative nel progetto di tutela predisposto per i minori.
I tre bimbi trascorrerebbero la maggior parte della giornata con la madre all’interno della struttura, fatta eccezione per le ore notturne e non solo nei tre momenti stabiliti. Una presenza costante che, sempre secondo le relazioni, renderebbe complessa l’attuazione delle linee educative stabilite dagli operatori. Un segnale di forte tensione che si ripercuoterebbe anche in merito alla disponibilità della casa famiglia a proseguire l’accoglienza, messa in discussione a causa delle accuse e del discredito che, a detta dell’organizzazione, sarebbero stati gettati su un ente che opera da anni con serietà nel settore della tutela minorile.
Anche l’ente d’Ambito Sociale Alto Vastese Ecad 14, competente per il servizio sociale del Comune di Palmoli, ha attivato la sua linea di difesa. La conferenza dei sindaci ha conferito mandato all’avvocata Maria Pina Benedetti affinché tuteli l’immagine dell’ente, privo di autonoma personalità giuridica e dunque particolarmente esposto sotto il profilo reputazionale.
Da qui la necessità di un portavoce professionale interno, con competenze tecniche specifiche, per far fronte alle numerose richieste di chiarimento provenienti da tutta Italia, in particolare da associazioni che seguono la vicenda.
Le istanze presentate, compreso l’esposto dei difensori della coppia anglo-australiana, Danila Solinas e Marco Femminella, per la sostituzione dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, avrebbero inizialmente trovato risposta dall’ufficio ragioneria. Circostanza che ha portato alla necessità di un assetto organizzativo sulle competenze interne.
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