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La Uefa ha deciso di sospendere provvisoriamente Gianluca Prestianni per una partita delle competizioni europee dopo i presunti insulti razzisti rivolti a Vinicius durante Benfica-Real Madrid (gara di andata dei playoff di Champions League) che ha alzato un polverone nel post-partita.
Tra i primi a denunciare il fatto l’allenatore dei blancos Arbeloa, seguito da uno dei leader Kylian Mbappé che ha espressamente fatto il nome di Prestianni, dichiarando: «Non dovrebbe mai più giocare una partita di Champions». Il calciatore argentino salterà quindi il ritorno al Bernabeu in programma mercoledì 25 febbraio.
Cosa era successo una settimana fa
Durante il match di andata a Lisbona, Vinicius aveva segnalato all’arbitro Letexier un presunto comportamento discriminatorio da parte di Prestianni. L’argentino, coprendosi la bocca con la maglia, aveva detto alcune parole al brasiliano, impossibili da comprendere dalle immagini. Dopo la denuncia in campo di Vinicius, l’arbitro aveva sospeso il match e attivato il protocollo anti-razzismo Fifa, mostrando la decisione allo stadio alzando le braccia a formare una ‘X’.

Dopo 10 minuti di interruzione, il match è ripreso regolarmente. Nei giorni successivi la Uefa ha aperto un’indagine affidata all’Ispettore Etico e Disciplinare per fare chiarezza sull’episodio, e intanto l’organo competente della Uefa ha scelto una misura cautelare: sospendere provvisoriamente Prestianni per una partita.
La nota della Uefa
«A seguito della nomina di un Ispettore Etico e Disciplinare UEFA (EDI) per indagare sulle accuse di comportamento discriminatorio durante la partita di spareggio a eliminazione diretta della UEFA Champions League 2025/2026 tra SL Benfica e Real Madrid CF del 17 febbraio 2026, e su richiesta dell’EDI con una relazione provvisoria, la Commissione di Controllo, Etica e Disciplina UEFA (CEDB) ha deciso oggi di sospendere provvisoriamente il Sig. Gianluca Prestianni per la prossima (1) partita di una competizione UEFA per club alla quale sarebbe altrimenti idoneo per la violazione, prima facie, dell’Articolo 14 del Regolamento Disciplinare UEFA (DR) relativa a un comportamento discriminatorio. Ciò non pregiudica qualsiasi decisione che gli organi disciplinari UEFA possano successivamente adottare a seguito della conclusione dell’indagine in corso e della relativa presentazione agli organi disciplinari UEFA. Ulteriori informazioni in merito saranno rese disponibili a tempo debito».
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