«È stato un anno eccezionale: abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record». Con queste parole l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha aperto ieri la conferenza stampa di presentazione dei risultati preliminari del gruppo per il 2025. Risultati che allungano ancora la striscia positiva della crescita del gruppo, che prosegue ininterrotta ormai dal 2017.
Nel dettaglio, Poste fa registrare ricavi in crescita del 4% su base annua a 13,1 miliardi di euro — la redditività più alta mai registrata. Tra le voci più rilevanti, il fatturato dei pacchi e della logistica, in crescita tendenziale del 9,4% a 1,7 miliardi (con 514 milioni nel solo quarto trimestre, con una progressione annua dell’11,8%).
«La nostra trasformazione dalla posta ai pacchi è in continua accelerazione — ha precisato Del Fante — continuiamo a guadagnare clienti e quote di mercato, abbiamo ancora un potenziale di crescita». L’ebit adjusted del gruppo ammonta a 3,2 miliardi, in aumento del 10% così come l’utile netto, che si attesta su quota 2,2 miliardi in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo sugli obiettivi previsti dal piano al 2028.
Alla luce di queste cifre, Poste proporrà un dividendo da 1,25 euro per azione (+16%) per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi e un payout ratio del 73% al netto di Tim: il saldo del dividendo, pari a 0,85 euro per azione, verrà messo in pagamento a giugno.
Tra i risultati conseguiti dal gruppo durante il 2025, Del Fante ha sottolineato in particolare quello legato alla completa migrazione di tutte le app del gruppo verso la “super-app” ‘P’, punto di accesso personalizzato all’intera piattaforma di Poste, alimentato dall’intelligenza artificiale: «Con 16 milioni di download e oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri — ha spiegato l’ad — oggi la ‘P’ è la prima app di un’azienda in Italia». Trend che, peraltro, non pregiudica la fruizione dei canali fisici: «Siamo fieri di essere la più grande piattaforma phygital in Italia con 27 milioni di interazioni giornaliere — ha rimarcato Del Fante — siamo il tessuto connettivo del Paese». Una «rete senza eguali, con una capacità distributiva e di servizio che non teme confronti» e che faciliterà la riorganizzazione del gruppo in un nuovo polo finanziario integrando le attività dei Pagamenti e dei Servizi finanziari.
Strumento chiave per l’attuazione della strategia di Poste sarà l’intelligenza artificiale. L’Ia costituirà un importante «acceleratore del piano strategico» nell’arco di un 2026 che inaugurerà una nuova stagione con un nuovo piano strategico pluriennale che verrà presentato entro l’anno. Un anno per il quale la guidance del gruppo prevede un ebit adjusted superiore ai 3,3 miliardi e un utile netto a 2,3 miliardi, al netto del contributo derivante dalla partecipazione in Tim da cui Poste si aspetta di ricevere nel 2027 dividendi per 100 milioni di euro su base cash-for-cash.
La partnership
Sul fronte Tim — con cui il gruppo, in qualità di azionista di maggioranza con il 27,32%, continua «a lavorare a stretto contatto per realizzare sinergie di lungo periodo» — Del Fante ha chiarito alcuni punti chiave. Anzitutto, che «la direzione dell’intesa è chiara e i risultati incoraggianti: l’investimento iniziale da 1,3 miliardi è più che raddoppiato in valore, segno della fiducia del mercato in questo approccio industriale di lungo termine». In secondo luogo, che Poste «non investirà direttamente nei data center con Tim, che sta prendendo in esame investimenti di questo tipo con fondi specializzati». Infine, che Poste e Tim avranno un ruolo primario nello sviluppo del Polo Strategico Nazionale (Psn): «Siamo in trattativa con Cdp, che è anche nostra azionista, per l’acquisizione del suo 20% nel Psn, di cui Tim ha già il 45%», ha annunciato Del Fante. «Il patrimonio — ha proseguito — è di qualche milione di euro: un piccolo investimento che ci può aiutare a supportare Tim nel processo in fieri di far migrare le Pa italiane verso il cloud». «Il polo strategico nazionale — ha concluso il numero uno di Poste — è un asset strategico nazionale, la missione chiave è quella di creare un’infrastruttura cloud innovativa, sicura e sostenibile per tutta la pubblica amministrazione italiana sia centrale che locale».
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