27.01.2026
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Economy

Piazza Affari guida i rialzi in Europa grazie a chip e bancari. Asia tonica, occhi su macro USA


Seduta all’insegna degli acquisti sui mercati europei, con Piazza Affari che si posiziona in testa ai listini grazie ai forti guadagni dei titoli tecnologici e del credito. A metà mattinata l’indice FTSE MIB avanza di oltre un punto percentuale, attorno a 45.000 punti (+1,15%), sorretto da performance brillanti di Mediolanum (+2,7%), Pirelli (+2,7%), Azimut (+2,1%), Saipem (+2,1%) e Enel (+2,3%). Fra i titoli in maggior evidenza il settore bancario, con rialzi compatti per UniCredit (+1,4%), Mediobanca (+2,1%), BPER (+1,7%) e BPM (+0,9%).

Protagonisti anche i semiconduttori grazie all’entusiasmo generato dal World Economic Forum di Davos: STM e Asml beneficiano delle dichiarazioni promettenti di Jensen Huang (Nvidia) che continuano a spingere le valutazioni del comparto.In coda invece i titoli difesa penalizzati dall’allontanarsi dei rischi geopolitici, con Leonardo in calo di oltre l’1% e Fincantieri che accusa una flessione analoga, aggravata da incertezze contrattuali sul mercato UK.

Le altre Borse europee registrano anch’esse progressi solidi: DAX di Francoforte +1,4%, CAC 40 di Parigi +1,4%, Euro Stoxx 50 +1,5%. FTSE 100 di Londra segna +0,8%. Il clima disteso deriva dallo stop di Trump sull’uso della forza in Groenlandia e dal rinvio di nuovi dazi sugli scambi transatlantici, dopo che nei giorni scorsi le tensioni avevano pesato soprattutto sui settori ciclici.

Sul fronte asiatico, la chiusura è stata in deciso rialzo per Tokyo (+1,7%) grazie al rimbalzo della tecnologia, bene anche Seul (+0,9%), Hong Kong chiude poco sopra la parità (+0,17%) mentre Shanghai e Shenzhen segnano incremento frazionale (rispettivamente +0,14% e +0,69%). Ilistini asiatici hanno preso spunto dal rally di Wall Street della vigilia, sostenuto dal minore rischio di escalation commerciale globale e dalle prospettive del comparto chip, con exploit di alcuni fornitori di Nvidia.

In attesa dell’apertura USA, i futures su Dow Jones e Nasdaq si mantengono poco mossi dopo il robusto progresso di ieri (Dow Jones +1,2%, Nasdaq +1,2%). I dati di riferimento sul Pce americano attesi nel pomeriggio sono monitorati dagli operatori per valutare le prossime mosse della Fed. Il mercato obbligazionario mostra rendimenti in rialzo sui Treasury, mentre lo spread BTP/Bund resta su livelli contenuti.Sul fronte materie prime, il petrolio WTI resta debole a 60,11 dollari al barile, poco variato, mentre l’oro quota poco sotto i 4.825 dollari l’oncia (-0,26%). Sul mercato valutario, l’euro si rafforza e scambia a 1,169 dollari (+0,1%), segno di un riassorbimento delle tensioni e di maggiore fiducia dei capitali verso le aree a rischio minore.

Per quanto riguarda le corporate actions e le notizie, attenzione sull’accordo siglato da Deutsche Börse per acquisire Allfunds (5,3 mld euro) e sulla vicenda Beazley-Zurich, che mostra fermento nelle m&a insurance a livello europeo. Da segnalare inoltre la firma tra Eni e Socar per il 10% del progetto Baleine in Costa d’Avorio, ulteriore passo nella strategia internazionale delle grandi oil italiane.

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